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Panorama

Storie di vini ... Una signora Barbera ... Roberto Voerzio si è messo in proprio a fare il vino nel 1986: anno storico per l’enologia italiana, perché scoppiò in Piemonte lo scandalo del metanolo aprendo uno spartiacque tra la qualità e la feccia. Voerzio partì in quarta e nel giro di pochissimi anni raggiunse i vertici dell’enologia italiana (e non solo). I suoi vini sono soprattutto destinati al mercato internazionale, perché da noi non è facile trovare qualcuno che spenda 250 euro per una bottiglia, anche se questa vale molto più dei blasonati vini francesi. Ma tra le 50 mila bottiglie prodotte da Voerzio ogni anno è difficile trovarne qualcuna che non sia di qualità eccezionale.
Fra tanti Barolo eccelsi ho il vezzo di mettere al primo posto un magnum 1996 della Barbera d’Alba Pozzo dell’Annunziata, prodotta solo in 1.500 esemplari. Questa Barbera rappresenta il massimo della discrezione, elegante come una signora di grande bellezza e di stile inappuntabile dalle scarpe alla borsa, ai gioielli. Appena un filo sotto, ma sempre ai livelli eccelsi della classifica, nel mio gusto il Barolo Rocche dell’Annunziata dell’annata 2000. Al colore bruno cavouriano intimidente del miglior Barolo si affianca nel bicchiere una strepitosa, morbida freschezza. Nel Barolo Cerequio del ‘96 colpisce dopo 15 anni la fresca maturità di questo cr0 a me caro perché assai discreto. E buono anche per abbinamenti non brasati. Il Barolo La Serra della stessa annata ha lo stesso colore e un profumo simile all’Annunziata, ma è più chiuso, arcigno ed esigente. Molto severo, molto old style, il Barolo Brunate ‘99, che richiede perciò abbinamenti importanti.

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