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Panorama

Storie di vini ... A lui si deve
il rinascimento
del vino ... Con il Tignanello, Giacomo Tachis ha elevato l’enologia toscana tra le eccellenze internazionali ... Il lettore perdonerà se per una volta questa
rubrica è dedicata a un uomo e non a un’azienda vinicola, Ma Giacomo Tachis, morto il 6 febbraio scorso dopo una logorante malattia, merita di essere ricordato perché è il protagonista del Rinascimento Italiano del vino. Nel 1971 Tachis prese il Sangiovese, vi aggiunse un quinto di Cabernet Sauvignon, uno spruzzo di Cabernet Franc e fece nascere il Tignanello, il vino che trasformò l’enologia toscana internazionale, Negli stessi anni, insieme con Nicolò Incisa della Rocchetta, mise in minoranza il vecchio marchese Mario che non credeva nelle innovazioni e inventò il Sassicaia. Nel ‘78, mi raccontò Piero Antinori “decidemmo di vinificare a parte una produzione eccedente di Cabernet”. Nacque il Solaia, uno dei vini più premiati del mondo. Tachis, chiamato “Il Maestro”, ha sempre progettato il futuro ispirandosi al passato. Parlando dei vini dell’Italia centrale risaliva agli Etruschi. In Sardegna, citava l’antichissima uva Nuragus e in Sicilia ricordava che Giulio Cesare beveva Mamertino. Non a caso l’autorevole rivista britannica Decanter ha designato negli anni soltanto tre italiani come Man of the year: Piero Antinori, Angelo Gaia e Giacomo Tachis.

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