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Panorama

Impara l’arte e mettila da parte ... Dopo le cantine griffate dai più noti architetti internazionali, le grandi famiglie del vino aprono i loro pesanti portoni anche all’arte, quella contemporanea. Che
richiama centinaia di cultori più o meno appassionati, più o meno intenditori.
L’arte, quindi, comincia a fermentare anche nelle diverse aziende vinicole italiane, che stipano un tesoro artistico tutto da scoprire tra botti e vigneti, diventando così teatri di mostre d’arte ed esposizioni fotografiche e alzando il livello di prestigio e di popolarità delle loro etichette. Complici di tale operazione, a metà tra il marketing e la cultura, sono i collezionisti e i mecenati che donano e condividono opere di land art e installazioni commissionate ad hoc. Così, sempre più spesso, alla degustazione enologica si unisce l’interesse per l’arte, permettendo ai profumi del vino di fondersi e dialogare con i linguaggi della creatività,
Come avviene, per esempio, al Castello di Ama, incastonato tra le colline di Gaiole in Chianti, dove gli spazi della tenuta, sia interni che esterni, ospitano la collezione site-specific del progetto Ama per l’Arte Contemporaneo: dal 1999, importanti artisti della scena internazionale lasciano proprio lì il “segno” del loro passaggio. il percorso, a oggi, comprende 14 opere di nomi del calibro di Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor e Lee Ufan.
Anche alla Cantina Antinori, nel Chianti classico, l’arte è di casa. Oltre al progetto architettonico realizzato da Marco Casamonti, i Marchesi Antinori hanno commissionato la realizzazione di diverse opere. L’ultimo progetto è firmato da Toms Saraceno e rappresenta tre biosfere sospese nello spazio.
La passione congiunta per l’arte e il vino, tra l’altro, spinge i produttori a cercare perle proprie aziende soluzioni significative e funzionali: è il caso di due progetti dove è la stessa cantina a essere un’opera artistica. La prima è l’azienda vitivinicola Tramin di Termeno, in provincia di Bolzano, dove la struttura della cantina, disegnata dall’architetto Werner Tscholl, si ispira alla vite e si mimetizza con l’ambiente attraverso una rete metallica verniciata di verde: una scultura nella quale lavorare e degustare i vini Gewurztraminer più prestigiosi. La seconda azienda che spicca per il suo “involucro” è la Cantina Petra, tra i vigneti della Maremma, dove si riconosce immediatamente la firma dell’architetto svizzero Mario Botta. Una struttura avveniristica che si ispira ai templi precolombiani, con un corpo centrale tagliato all’esterno da una lunga scalinata. Dentro, una mostra fotografica di Oliviero Toscani esalta la bellezza dei cibi e quella dei volti dell’Atlante antropologico Razza Umana.
Un museo a cielo aperto inserito in un vigneto o un vigneto che fa da contorno a un museo? È il dubbio che sorge visitando il parco artistico Orme sur La Court, nel cuore dell’Alto Monferrato di Asti, un progetto unico, fortemente voluto da Michele Chiarlo, fondatore dell’azienda vinicola che porta il suo nome. Qui vari maestri e artigiani hanno dato vita a un percorso improntato alla libertà e all’improvvisazione della creazione.
Tra cultura e innovazione, Ca’ del Bosco apre le porte della sua sede e svela un legame con l’arte in costante sviluppo. Seguendola sua vocazione artistica, Maurizio Zanella, fondatore e presidente, ha creato negli anni un vero e proprio parco di opere nel cuore della Franciacorta partendo dal Cancello solare, scultura-ingresso realizzata da Arnaldo Pomodoro nel 1987, proseguendo con gli Eroi di Luce di Igor Mitoraj, Codice genetico di Rabarama, Egg concept di Spirito Costa.
L’arte contemporanea accomuna Cà del Vént e Casato Prime Donne. La prima ospita in Franciacorta un museo en plein air con opere e installazioni di Arman, Vettor Pisani, Radu Dragomirescu, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis; la seconda, ai piedi di Montalcino, il paese del Brunello, ha realizzato un progetto di Land Art con opere di artisti toscani.
Ma le cantine sedi alternative di cultura mettono insieme anche molto altro, come l’azienda vitivinicola Ciù Ciù sulle colline marchigiane, che riesce a unire l’anima cinquecentesca del Palazzo Mercolini Tinelli (affrescato e da poco restaurato) agli arredi di modernariato per un glamour vintage ricercato. Anche in Abruzzo si punta sul binomio arte- vino con la Cantina Zaccagnini che ospita artisti come David Bade, e Mimmo Paladino.
Infine, in provincia di Avellino la cantina Feudi di San Gregorio, che ha affidato al fotografo Mimmo Jodice il racconto dell’anima del vigneto con l’installazione permanente, Immaginazioni, ha inaugurato un progetto per finanziare lo sviluppo sociale attraverso l’arte nel Rione Sanità a Napoli, con un’edizione limitata di bottiglie di Serpico (mille esemplari): come etichetta hanno scelto una delle foto più suggestive del vigneto storico di Aglianico.

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