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Panorama

Meditate gente, meditate ma con lo Champagne … Quando si offre un grande champagne, prima della temperatura esatta a cui servirlo e dell’eleganza nello stappano e nel versano, il pensiero deve andare alla scelta del calice che ne esalterà la personalità. Non allora bicchieri lunghi e stretti,
ma alti e panciuti, raccolti verso il bordo per convogliare al naso tutte le sfumature aromatiche che salgono
attraverso l’ininterrotta collana del perlage.
Così è stata servita in degustazione “en première” la Cuvée Louise grand cru millesimé nature Pommery 2004, a un ristretto numero di ospiti invitati a celebrare un triplice evento: i 180 anni della maison, l’omaggio a madame Pommery, grande donna dello champagne, alla quale si deve la creazione del primo brut millesimato della storia, e l’apertura a Milano di Le Club Pommery, uno spazio lounge con bar cucina, tavolo dello chef,
spazi conviviali per accogliere cene ed eventi.
Thierry Gasco, chef de cave della Pommery, ha visto nell’annata 2004 l’espressione massima dello stile della maison. Uno champagne nato dai vini di una grande vendemmia, prodotti dalle zone più vocate dei vigneti di proprietà, maturato oltre dieci anni sui lieviti fino ad evolversi in un nettare giallo brillante, con riflessi verde oro e una spuma alta e soffice, so‘ stenuta dal perlage sottile e continuo che si apre in suadente equilibrio tra potenza, note di agrumi e fiori bianchi, forza minerale, freschezza. Quasi un vino da meditazione.
Se non fosse che lo champagne evoca subito il piacere di tavole in festa. In questo caso la Cuvée Louise 2004 in versione brut e nature è stata interpretata da Carlo Cracco in unione a gamberi con pistacchio e barbabietola, ravioli ai crostacei, con basilico e arancia, e cubi di milanese con petali di pomodoro con zucchine e menta. Una serie di contrasti dolce-acido ben calibrati, quasi una prova generale dell’intesa cordiale tra lo chef e Pommery, che proseguirà nel ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, atteso nel 2017.
Ma a dimostrazione che un grande champagne è aperto alle interpretazioni più diverse, durante il pranzo al Palagio, dell’Hotel Four Seasons di Firenze, il Louise nature è stato abbinato al piccione fondente al pistacchio di Niko Romito, chef del ristorante Casadonna Reale, di Castel di Sangro, premiato dalla maison come miglior piatto dell’anno della Guida de l’Espresso. Carne rossa e champagne: un binomio che esige interpreti eccellenti.
Suggerimenti, suggestioni, ispirazioni. Non resta
che esercitarsi a casa.

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