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SOS PRODUZIONI MADE IN ITALY

Tamponi all’arrivo anche ai lavoratori stranieri per permettere la raccolta di mele in Trentino

La Coldiretti: potranno partecipare da subito alla raccolta e salvare 2 miliardi di kg di mele. Un’esperienza che va estesa anche alla vendemmia
Coldiretti, EST EUROPA, MANODOPERA, MELE, RACCOLTA, TAMPONI, VENDEMMIA, vino, Italia
Le mele del Trentino Alto Adige, tra le più importanti produzioni italiane

Estendere i tamponi all’arrivo in Italia anche ai lavoratori nei campi provenienti dall’estero per consentire la raccolta dei 2 miliardi di chili di mele sugli alberi appena iniziata, come pure per la vendemmia, per la quale si stima in Italia una produzione di vino attorno ai 45 milioni di ettolitri, in calo del 5% sul 2019 con il testa a testa con i cugini francesi per il primato mondiale. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che in Trentino Alto Adige dove si produce la metà delle mele italiane è stato dato il via libera anche ai test sui lavoratori nei campi provenienti dall’estero che potranno partecipare da subito alle attività di raccolta della frutta e dell’uva messi a rischio dalla mancanza di manodopera qualificata per il blocco delle frontiere per il rischio Covid. In questo modo i lavoratori stranieri che superano il test potranno svolgere le attività di raccolta con l'organizzazione che ha avviato una campagna di comunicazione rivolta alle imprese e agli stessi lavoratori per garantire il rispetto delle regole e tutelare la salute pubblica.
Un'esperienza che, sottolinea la Coldiretti, va estesa a tutte le Regioni per consentire le attività di raccolta nel rispetto di tutte le garanzia di sicurezza. Da Nord a Sud della Penisola la vendemmia parte tradizionalmente con le uve Pinot e Chardonnay, in un percorso che prosegue a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658.000 ettari coltivati a livello nazionale ed un impiego di 180.000 lavoratori stagionali attivando un motore economico che vale almeno 11 miliardi.
Ma per salvare le produzioni made in Italy occorre soprattutto dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher “agricolo”. Un provvedimento che interesserebbe almeno 25.000 italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà. “L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia” afferma il presidente Coldiretti, Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito preziosa considerato il periodo di crisi”.
Nonostante un meteo pazzo con caldo africano alternato a bombe d’acqua e grandinate, si prevede per l’Italia del vino una annata di buona/ottima qualità anche se l’andamento della raccolta delle uve dipenderà molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo. La produzione tricolore sarà destinata per il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola. Sul territorio nazionale ci sono 567 varietà iscritte al Registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

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