Consolidare la crescita in una Cina che è partita bene, nel 2026, per il vino italiano (export a +13,6% nei primi due mesi sul 2025, per 10,6 milioni di euro, dai dati Istat analizzati da WineNews), e con un Far East in gran parte ancora da conquistare; invertire la rotta in quel Brasile che è al centro del Mercosur, per quanto riguarda il vino, ma che è partito in sordina nell’anno in corso (-2,8% nei primi due mesi, a 5,4 milioni di euro): erano gli obiettivi del doppio appuntamento firmato Vinitaly e Veronafiere, nei giorni scorsi, con Wine South America (12-14 maggio a Bento Gonçalves) e Wine To Asia (14-16 maggio a Shenzhen), da cui arrivano “segnali per le etichette italiane, con grandi potenzialità di crescita in entrambe le aree sapendo coglierne le opportunità e i tempi giusti di posizionamento”. Sentiment che si è respirato, dunque, nei due eventi che sono tappe della promozione internazionale del vino italiano tra un’edizione e l’altra della rassegna madre in programma a Verona dall’11 al 14 aprile 2027.
“Con più di 15.000 professionisti presenti, è stata l’edizione che ha confermato Wine To Asia come uno dei punti di riferimento della promozione del vino e degli spirits per gli operatori del canale horeca e i buyer della Greater Bay Area, di cui Shenzhen è la capitale tecnologica e il motore dell’innovazione nei settori della robotica e dell’Intelligenza artificiale, e per quelli dei principali Paesi dell’area da Singapore al Vietnam, dalla Corea del Sud alla Thailandia”, evidenzia il presidente Veronafiere, Federico Bricolo, che ha inaugurato l’edizione 2026 della rassegna insieme all’Ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, ed al presidente di Ita-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas. “Wine To Asia è stato un evento dinamico, innovativo, formativo con numerose masterclass condotte da master of wine e divulgatori internazionali, capace di attrarre un pubblico giovane che vive nell’area maggiormente sviluppata, ricca e alto spendente di tutta la Cina, in grado di accogliere il vino nel proprio way of life quotidiano e non solo come status. Al di là dei numeri, la Cina, come l’Asia, va studiata e affrontata approcciando ogni regione e città come un mercato a sé stante”, ha aggiunto Bricolo.
Ma ad Occidente, come ad Oriente, i segnali che arrivano dal Brasile sono altrettanto interessanti, come sottolinea il vicepresidente Veronafiere, Romano Artoni, che ha inaugurato la sesta edizione di Wine South America: “Wine South America ha generato affari per 120 milioni di reais brasiliani (circa 21 milioni di euro), con una crescita del 20% rispetto all’edizione precedente. È un segnale - spiega Artoni - che evidenzia l’importanza di cogliere subito le opportunità strategiche legate all’accordo Unione Europea-Mercosur, in un contesto internazionale sempre più complesso. In questo scenario il Brasile si conferma il mercato chiave e la principale porta d’accesso al Sudamerica per le imprese del vino. La collaborazione con Ita-Italian Trade Agency di San Paolo e con il partner locale Milanez & Milaneze ha consentito di realizzare un evento di alto profilo, rafforzando il posizionamento di Wine South America come appuntamento fieristico di riferimento per lo sviluppo del business nell’area latino-americana”.
Wine South America, spiega Veronafiere, è la principale fiera di settore dell’America Latina che si è svolta al Fundaparque a Bento Gonçalves nello Stato di Rio Grande do Sul, primo polo vitivinicolo del Paese. Presenti più di 5.000 etichette di oltre 400 aziende da 20 nazioni e 7.000 buyer. L’Italia ha partecipato con 30 cantine e 300 referenze da Piemonte, Veneto, Toscana, Sicilia, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Abruzzo, Umbria e Marche in un padiglione tricolore realizzato da Ita-Italian Trade Agency.
Wine to Asia, International Wine e Spirits Fair è stata realizzata in esclusiva da Veronafiere Asia Ltd al Futian Center di Shenzhen. La fiera ha proposto più di 400 espositori da oltre 20 Paesi e regioni, tra cui la delegazione italiana di 50 aziende da Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia promossa in collaborazione con Ita-Italian Trade Agency. Tra le novità, il debutto dei Raw Wine con più di 60 produttori in rappresentanza di 15 nazioni. Sono stati circa 15.000i buyer presenti, prevalentemente da Cina, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Macao, ma anche Vietnam e Thailandia.
I prossimi appuntamenti del calendario estero di Vinitaly sono Via Canada con la presentazione di Vinitaly.Usa a buyer e importatori canadesi (Toronto, 22-23 giugno, e Ottawa, 24 giugno); Vinitaly Kazakistan Roadshow (Almaty, 29 giugno), le presentazioni in avvicinamento a Vinitaly.Usa da luglio a settembre a New York, Miami, Houston e Las Vegas, Vinitaly@Ifbs a Singapore (1-2 luglio), Vinitaly@Wine Vision by Open Balkan a Belgrado (10-12 ottobre), e Vinitaly.Usa a New York (26-27 ottobre), in contemporanea a wine2wine Vinitaly Business Forum.
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