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LE ALGHE IN VITICOLTURA

Un’alternativa all’uso di rame in viticoltura? Sono le alghe, sperimentate in Francia per 3 anni

Successo della ricerca del Cnrs francese in 10 vigneti fra Bordeaux e Cognac mentre Château Dauzac a Margaux conta di eliminare il rame entro 5 anni
ALGHE IN VITICOLTURA, Mondo
Le alghe marine come alternativa al rame?

Un’alternativa valida all’uso di rame in viticoltura? La soluzione potrebbe venire dalla Francia, riporta Decanter, dove nel Bordeaux e nel Cognac si è sperimentato l’uso di alghe dall’Oceano Atlantico in polvere per combattere le patologie fungine della vite, come peronospora, oidio e botrite, che affligge le zone particolarmente calde e umide.
L’uso del rame in agricoltura è un problema conosciuto e dibattuto, soprattutto nell’agricoltura biologica e biodinamica, particolarmente attenta alla vitalità della terra: il rame, infatti, tende a fissarsi nel terreno, diminuendone l’apporto organico. La ricerca accademica analizza da anni possibili soluzioni alternative e una risposta positiva l’ha trovata il Centro Nazionale di Ricerca Scientifica francese dopo tre anni di sperimentazione in 4 vigne a Pessac nel Bordeaux e in 6 vigne nella zona del Cognac.
L’enologo Laurent de Crasto e il ricercatore Lionel Navarro hanno così riportato i primi risultati: 100% di successo contro la muffa e 50% contro la botrite. Ora si lavora ad ottenere le approvazioni a livello normativo per avere una prodotto commercialmente disponibile nel 2022. La sperimentazione ha coinvolto anche Château Dauzac nel Margaux, che conta di poter sostituire completamente l’uso del rame entro 5 anni.
La cantina, che ha inventato la “poltiglia bordolese” (il diffuso fungicida rameico) conoscendone quindi a fondo costi e benefici, oggi usa le alghe su tutto il vigneto a conduzione biodinamica, praticamente i tre quarti della proprietà. “Il rame uccide tutto nel terreno. Se è saturo - sostiene Laurent Fortin, direttore di Château Dauzac - non ci sono né batteri, né vermi, niente. Stavamo cercando alternative e questa sembrava la più promettente. Stiamo ancora testando e imparando, adattando le percentuali di dosaggio a seconda dell’annata, che quest’anno è iniziata con una primavera molto umida”.

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