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ALLARME NEGLI STATES

Unione Italiana Vini (Uiv) contro dazi Usa: appello ad operatori e al Governo, e campagna social

“Bisogna agire subito. L’imposizione di un dazio al 100%, metterebbe completamente fuori mercato i vini italiani”
DAZI, UNIONE ITALIANI VINI, USA, vino, Italia
Ernesto Abbona

Unione Italia Vini (Uiv) scende in campo contro la minaccia di nuovi dazi al 100% in Usa, sui vini d’Italia e d’Europa: in vista del 13 gennaio, quando scadrà la consultazione lanciata dallo Ustr, dal cui esito si gioca parte della decisione sull’applicazione dei dazi o meno da parte del Dipartimento del Commercio americano. “In questo scenario di estrema incertezza - commenta Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini (Uiv) - abbiamo agito da subito verso le istituzioni italiane ed europee sollecitando la massima attenzione e un dialogo attivo con i nostri partner americani, per scongiurare un danno enorme e ingiustificato nei confronti del mondo del vino italiano. Uiv ha destinato un importante investimento economico in un’azione senza precedenti: una campagna di comunicazione social, in coordinamento con gli importatori delle nostre aziende, verso i consumatori americani e gli operatori della filiera (ristorazione, distribuzione, e così via), affinché partecipino alla public consultation, facendo sentire la propria voce all’Amministrazione Usa. In collaborazione con gli stessi importatori e la loro associazione di rappresentanza (Nabi), Uiv sta, inoltre, coordinando un’articolata azione di lobbying verso il Congresso. La tutela del business e dei posti di lavoro in America dei soggetti che oggi importano i nostri vini e hanno investito nei nostri brand è uno degli argomenti che potrebbe convincere il governo di Trump a esonerare il nostro settore e il nostro Paese da eventuali misure”.

Un appello che, spiega Abbona, è rivolto anche a tutte le aziende italiani e agli operatori tricolore in Usa, “affinché si mobilitino e aderiscano alla consultazione pubblica che deciderà le sorti dei prodotti vitivinicoli italiani.

“Uiv si sta fortemente mobilitando direttamente con gli importatori americani, supportati anche dall’Ambasciata d’Italia a Washington, che ringraziamo, per un’azione di coordinamento con i soggetti che verrebbero direttamente danneggiati dalle misure del governo americano. A oggi - puntualizza Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini (Uiv) - le osservazioni arrivate al Dipartimento sono circa 12.000: un numero ancora troppo basso. Quindi bisogna agire subito. L’imposizione di un dazio al 100%, metterebbe completamente fuori mercato i vini italiani con conseguenze disastrose per le imprese, i viticoltori, i territori. Gli Stati Uniti sono la prima destinazione, in volume e in valore, delle vendite di vino italiano, 1,5 miliardi di euro, corrispondenti ad oltre 3,3 milioni di ettolitri. Questi numeri, insieme agli investimenti e agli ambiziosi progetti di promozione che le imprese continuano a moltiplicare, dimostrano come il mercato americano sia vitale e insostituibile nel breve-medio periodo. Chiediamo pertanto - conclude Castelletti - a corredo di un impegno concreto delle associazioni e delle aziende, un’azione diplomatica forte del Governo, appellandoci alla sensibilità ed al senso di responsabilità del presidente del Consiglio Conte e dei Ministri Di Maio e Bellanova: il settore del vino italiano non può essere chiamato a pagare il prezzo altissimo di una guerra commerciale che potrebbe compromettere irrimediabilmente l’equilibrio della filiera. Nessuna misura di sostegno al settore potrà compensare le gravissime perdite di quote di mercato che potremmo subire”.

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