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COLDIRETTI

Verso la vendemmia: senza i lavoratori dell’Est Europa, è allarme manodopera

Serve la semplificazione del voucher agricolo per riportare studenti, pensionati e percettori di ammortizzatori sociali tra i filari
Coldiretti, MANODOPERA, VENDEMMIA, VOUCHER, Italia
Verso la vendemmia, allarme manodopera

È allarme nelle campagne italiane, dove la vendemmia è alle porte con gli stagionali bloccati nei paesi d’origine dalle misure anti Coronavirus e le aziende a corto di personale alle quali serve subito una radicale semplificazione del voucher agricolo, per ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne, in un momento in cui tanti sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà. Ecco l’appello della Coldiretti, alla vigilia della vendemmia 2020, segnata dalle misure di sicurezza anti contagio e dalle difficoltà di spostamento degli oltre 100.000 gli stagionali agricoli che arrivano dalla Romania in Italia, ai quali si aggiungono più di 10.000 cittadini bulgari.
Il necessario vincolo della quarantena ha frenato gli arrivi di lavoratori stranieri per la vendemmia, che tradizionalmente inizia in Italia ad agosto e - ricorda la Coldiretti - prosegue a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone - Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo - e che si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello. In questo contesto, secondo la Coldiretti, almeno 25.000 posti di lavoro occasionali tra le vigne potrebbero essere disponibili per la vendemmia, con una radicale semplificazione del voucher “agricolo”. Dopo essere stato snobbato per decenni si registra infatti un crescente interesse degli italiani per il lavoro nelle campagne, anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici che va accompagnato con misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro che consenta di competere con Paesi come Francia e Spagna, che godono di situazioni più favorevoli.
Con l’abrogazione della disciplina del voucher il sistema agricolo - continua la Coldiretti - è stato doppiamente penalizzato in quanto, se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di abnorme e fraudolento utilizzo da dover correggere, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi è irrimediabilmente andato perduto. Un danno pesante per il vino dove, a partire dalla data del 19 agosto 2008, prevista dalla circolare Inps per il rilascio dei primi buoni, è iniziata, sotto il pressing della Coldiretti, per la prima volta in Italia, la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia nei vigneti e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.
Dopo una rapida crescita iniziale, nel tempo si è verificata una sostanziale stabilizzazione dei voucher venduti a livello nazionale, dove la Coldiretti stima che nell’ultimo anno prima dell’abrogazione siano stati impiegati circa 1,3 milioni di voucher solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati con l’entrata in vigore della nuova normativa. “L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia”, chiosa il presidente Coldiretti Ettore Prandini, ricordando che “bisogna ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.

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