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INDIA, TRA TAGLIO ALLE TASSE E UN FUTURO INCERTO. LE ACCISE SUL VINO DOVREBBERO SCENDERE DALL’ATTUALE 200% AD UN PIÙ APPETIBILE (PER IMPORTATORI E BUYER) 50%, MA NON SARÀ LA NUOVA HONG KONG

La Commissione Europea è fiduciosa, il pressing sul Governo indiano potrebbe portare buoni frutti già entro l’anno, quando le accise sul vino dovrebbero scendere dall’attuale 200% ad un più appetibile (per importatori e buyer) 50%. Un’ottima notizia, ma attenzione a non farsi prendere la mano da facili entusiasmi: “l’India - spiega Anthony Maxwell, direttore del Liv-ex - non è la nuova Hong Kong, dove un mercato del vino già esisteva e le tasse sono state tagliate a zero. Il rischio è quello di bruciarsi lentamente un mercato che non ha bisogno di 1 o 2 anni, ma di molto di più per strutturarsi”.

Il mercato indiano potrebbe costituire uno sbocco privilegiato per i vini di fascia medio alta che avrebbero come acquirente la classe emergente della borghesia sempre più predisposta al consumo di vino, tanto che, in valore, il mercato dei vini e dei liquori, secondo i dati dell’Associazione delle Camere di Commercio e Industria dell’India, nel 2015 toccherà i 20, 6 miliardi di euro.

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