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MERCATI

Il vino italiano guarda al mercato cinese: prospettive positive nel sentiment delle cantine

Dal sondaggio della guida al pairing tra cibo cinese e vino italiano “Zhong Can Yi Jiu” il peso della solidarietà e le opportunità commerciali
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Il vino italiano guarda al mercato, ed alla cucina, cinese

Che prospettive ha il vino italiano sul mercato cinese, da qui alla fine del 2020? Domanda che, in un momento come questo, assume un significato tutto nuovo, perché mentre l’Europa e gli Stati Uniti sono nel pieno dell’emergenza Covd-19, la Cina, dove tutto è cominciato, sta tornando lentamente in carreggiata, diventando, per forza di cose, l’unico mercato possibile, almeno nel medio termine, per le produzioni italiane. A tastare il polso delle aziende del Belpaese, la guida all’abbinamento tra cibo cinese e vino italiano “Zhong Can Yi Jiu”, che ha sentito 166 cantine interessate al mercato cinese da tutta Italia. Il primo dato ad emergere dal sondaggio è che la maggior parte delle cantine italiane (il 53,3% del campione) vede prospettive abbastanza positive o molto positive per il mercato del vino italiano in Cina da ora alla fine del 2020. Solo per il 12,2% le prospettive sono abbastanza o molto negative, mentre per il 27,6%, invece la situazione rimarrà com’è.
Per la vasta maggioranza delle cantine (67,4%) la forte solidarietà tra Cina e Italia, emersa nelle ultime settimane, nel contrastare il nuovo coronavirus, influenzerà sicuramente il consumatore cinese e lo motiverà a preferire vini italiani al momento dell’acquisto. Le cantine che sono già presenti in Cina hanno aspettative leggermente più ottimiste, con il 60,6% di loro (contro il 53,3% di tutte le cantine) che vede prospettive buone o molto buone per il mercato dei vini italiani in Cina nel breve periodo. Allo stesso tempo, però, sono un po’ meno fiduciose rispetto al totale delle cantine che la solidarietà Cina-Italia possa motivare il consumatore cinese a selezionare il vino italiano al momento dell’acquisto (65,1% contro 67,4%). Al momento di valutare le loro opportunità individuali sul mercato cinese, il 45,4% delle cantine già presenti in Cina pensa che, da adesso alla fine del 2020, saranno buone. Il 22,7% invece teme che le opportunità diminuiranno leggermente (19,7%) o significativamente (3%).
Il gruppo di cantine che esportano in Cina e sono partner della guida Zhong Can Yi Jiu mostrano aspettative più prudenti. Tra le ragioni di questo minore ottimismo potrebbe esserci il fatto che queste cantine hanno una conoscenza molto più approfondita del mercato in cui operano, visto che il 65% è in Cina da 7 o più anni. Di questo gruppo, solo il 40% vede prospettive positive o molto positive per il vino italiano sul mercato cinese da adesso alla fine dell’anno. In percentuale è una caduta di ottimismo del 20,6% a confronto con il resto delle cantine che esportano in Cina. Non è un segnale necessariamente negativo visto che, in ogni caso, il 65% di queste cantine non si aspetta nessun ulteriore peggioramento delle prospettive di mercato. Inoltre, le cantine partner di Zhong Can Yi Jiu sono meno convinte dei loro colleghi che la solidarietà tra Cina e Italia in occasione della lotta contro il nuovo coronavirus motiverà il consumatore cinese al momento dell’acquisto di vino a preferirne uno italiano: solo il 56,6% ci crede, contro il 65,1% del totale delle cantine. In termini di opportunità per le singole cantine solo il 30% delle cantine partner di Zhong Can Yi Jiu crede che ci saranno buone opportunità da adesso alla fine del 2020 (una differenza negativa del 15,4% rispetto al gruppo di tutte le cantine che esportano in Cina).

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