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GUERRA

Dal mondo del vino a quello della cooperazione: la corsa alla solidarietà al popolo ucraino

Laurent Fortin, dg Château Dauzac e Console di Ucraina a Bordeaux chiama a raccolta il vino. Le iniziative di World Central Kitchen, Coop e Coldiretti

Il secondo incontro tra le delegazioni di Russia ed Ucraina, di scena ieri pomeriggio, si è risolto in un nulla di fatto, capace di garantire a mala pena i corridoi umanitari alla popolazione ucraina che, da Kiev a Mykolaev, da Kherson a Kharkiv, organizza per quanto possibile la resistenza all’invasore russo, o prova a cercare rifugio scappando verso il confine occidentale del Paese. L’escalation, che in nottata ha portato l’esercito russo a controllare la più grande centrale nucleare d’Europa, quella di Zaporizhzhia, ha già causato l’esodo di 660.000 ucraini, accolti dai Paesi vicini, Polonia e Romania in primis. Ma la solidarietà arriva da ogni angolo del mondo e da ogni settore produttivo, a partire da quello del vino. “Primum Familiae Vini”, l’associazione che riunisce le 12 storiche famiglie europee produttrici di vino (Marchesi Antinori, Baron Philippe de Rothschild, Joseph Drouhin, Domaine Clarence Dillon, Egon Müller Scharzhof, Famille Hugel, Pol Roger, Famille Perrin, Symington Family Estates, Tenuta San Guido, Familia Torres e Vega Sicilia), ad esempio, ha scelto di donare 25.000 euro al Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Dalla Francia, invece, si muove in prima persona il Console Onorario ucraino a Bordeaux, Laurent Fortin, che di lavoro fa il direttore generale di Château Dauzac (grand cru classé dal 1855 a Margaux). “Avremo bisogno di fondi per inviare medicinali e vestiti in Ucraina. È inverno lì!”, ha scritto rispondendo alle tantissime telefonate e mail ricevute in questi giorni (questa la mail per chi volesse dare un contributo: ukraine.aquitaine@gmail.com). L’obiettivo, adesso, è mobilitare tutto il mondo del vino francese, magari con un’asta solidale di vecchie annate, senza escludere strade alternative. “Dovremo accogliere molti rifugiati, specie donne e bambini, mentre gli uomini resteranno laggiù a combattere”, aggiunge Laurent Fortin, che vuole dimostrare che “a Bordeaux non ci rinchiudiamo dietro i cancelli dei nostri castelli, come invece si potrebbe credere”.

Come in ogni crisi umanitaria che esplode nel mondo, pronta è arrivata la mobilitazione della World Central Kitchen, l’associazione dello chef spagnolo José Andres che, ogni anno, serve milioni di pasti ai bisognosi di ogni angolo del mondo, alle prese con conflitti e povertà. Sono già otto le postazioni, al confine tra Ucraina e Polonia, che da qualche giorno servono pasti caldi alle migliaia di famiglie in fuga dalla guerra, lavorando spalla a spalla con i ristoranti di cinque città ucraine, tra cui Odessa e Leopoli. Altre postazioni sono sorte in Romania e Moldova, e presto ne sorgeranno altre in Ungheria e Slovacchia.

Dall’Italia, Coop promuove la campagna di raccolta fondi #coopforucraina, per portare un aiuto immediato alle famiglie ucraine in fuga dalla guerra, a sostegno dell’Agenzia Onu per i Rifugiati-Unhcr, della Comunità di Sant‘Egidio e di Medici Senza Frontiere, da anni presenti sul territorio ucraino. Si parte da uno stanziamento di 500.000 euro che tutte le cooperative di consumatori hanno già messo a disposizione, sul quale andranno a sommarsi le donazioni dei soci e dei consumatori che numerosi in questi giorni hanno chiesto l’attivazione di un canale per poter dare il proprio aiuto. Aperta anche la sottoscrizione ai dipendenti Coop che vorranno donare ore del proprio lavoro; in questo caso le cooperative si impegnano a raddoppiare i contributi così raccolti. Si può donare alle casse degli oltre 1100 punti vendita Coop o utilizzare la piattaforma eppela.com/coopforucraina o il conto corrente dedicato (IBAN - IT 36 H 02008 05364 000106357816). “Non possiamo rimanere a guardare; i nostri stessi soci, da sempre solidali e attenti cittadini del mondo ci stanno chiedendo di aiutarli ad aiutare la popolazione ucraina. È la realtà di questa guerra drammatica che ci spinge ad agire. L’impegno per la pace e per la solidarietà - spiega Marco Pedroni Presidente Coop Italia e Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) - da sempre sono nel dna di Coop; abbiamo deciso un primo stanziamento che avvii gli aiuti, e poi vogliamo permettere ai soci e ai clienti di contribuire a loro volta. Sappiamo che l’aiuto che potremo dare sarà ampiamente insufficiente, ma è il nostro modo per agire. Non risolveremo i problemi di una nazione e di un popolo che in questo momento si trova sotto le bombe, ma daremo un contributo rapido e concreto alle persone colpite con lo spirito che da sempre anima il movimento cooperativo”.

Coldiretti, attraverso Campagna Amica, lancia la Spesa sospesa per l’Ucraina, con la possibilità per tutti i cittadini di fare offerte per acquistare prodotti nei mercati contadini da inviare ai civili del martoriato paese dove iniziano a scarseggiare le scorte alimentari o da donare alle migliaia di profughi che stanno arrivando in Italia (qui l’elenco dei mercati contadini in giro per l’Italia: http://www.campagnamica.it). Per tutto il week end i consumatori avranno la possibilità di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore della popolazione ucraina, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta di frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero tra quelli proposti dagli agricoltori di Campagna Amica con il supporto dei giovani e delle donne della Coldiretti.


Focus - Le parole di Unhcr, Comunità di Sant’Egidio e Medici Senza Frontiere

“In una settimana, un milione di persone sono state costrette a fuggire dall’Ucraina - dichiara Chiara Cardoletti, Rappresentante Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino - Raramente negli ultimi decenni abbiamo assistito a un esodo così rapido come questo. Il personale dell’Unhcr è già presente in tutta la regione e stiamo rafforzando e ampliando i nostri programmi di protezione e assistenza per i rifugiati, a sostegno dei governi ospitanti. All’interno dell’Ucraina, i nostri operatori stanno lavorando in condizioni molto difficili: sappiamo che i bisogni sono enormi e restiamo ovunque il nostro lavoro possa contribuire a salvare vite umane. In questo momento è essenziale l’aiuto di tutti: per questo vogliamo ringraziare Coop che ha scelto ancora una volta di garantire il suo prezioso aiuto alle popolazioni costrette alla fuga”.

“Il dramma che sta vivendo il popolo ucraino ci riguarda da vicino. Non possiamo rassegnarci ad una guerra che sfigura il volto dell’Europa, dopo tanti anni di pace, ma insistere - afferma Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio - perché si aprano con urgenza vie di dialogo e si fermi il conflitto. Nel frattempo, sono più importanti che mai gli aiuti per fronteggiare l’emergenza, come la campagna di #coopforucraina. Servirà a sostenere i progetti che Sant’Egidio ha nel territorio ucraino, come le adozioni a distanza attive da anni e per l’accoglienza ai profughi in Polonia e negli altri paesi confinanti con l’Ucraina, dove sono attive le nostre Comunità e dove ci aiuta l’esperienza che abbiamo ormai da anni con il modello dei corridoi umanitari”

“Medici Senza Frontiere sta supportando a Kiev medici di diversi ospedali e centri sanitari. La sfida più grande oggi è l’individuazione di punti di accesso alle regioni dell’Ucraina più colpite dai combattimenti” dichiara Stefano Di Carlo, direttore generale di Medici Senza Frontiere. “Nel frattempo stiamo inviando team in Polonia, Moldavia, Ungheria, Romania e Slovacchia per valutare e rispondere ai bisogni umanitari delle persone in fuga ai confini mentre altre équipe sono pronte ad intervenire anche in Russia e Bielorussia”.

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