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“Le Grand Tasting” 2022: a Parigi il meglio della Francia del vino (insieme a tanta Italia)

Nella degustazione, firmata da Michel Bettane e Thierry Desseauve, una masterclass dedicata al Brunello di Montalcino di Biondi-Santi
BETTANE ET DESSAUVE, BIONDI SANTI, LE GRAND TASTING, MASTERCLASS, PARIGI, vino, VINO ITALIANO, Mondo
“Le Grand Tasting” di Parigi

Dagli Champagne di Bruno Paillard ai grands cru di Puligny firmati Olivier Leflaive, dai Bordeaux di Chateau Pichin Longuevile Comtesse de Lalande ai grandi Borgogna di Jean-Marc Brocard, e poi le griffe della Valle del Rodano e i vigneron della Loira, ma anche Alsazia, Beaujolais, Provenza, Languedoc, Roussillon: se New York ha la “Wine Experience” di “Wine Spectator”, Parigi ha “Le Grand Tasting”, firmato da Michel Bettane e Thierry Desseauve, di scena il 25 e 26 novembre, nella capitale francese, al Carrousel du Louvre.

Una grande degustazione, che mette insieme 300 vignaioli, da tutta la Francia ma non solo. Alle produzioni del Belpaese è dedicata un’intera selezione - “La Sélection Italianne du Grand Tasting” - con in degustazione alcune delle griffe più rappresentative: da San Leonardo ad Alois Lageder, da Cavallotto a Figli Luigi Oddero, da Cascina Val del Prete a Pio Cesare, da Tenute Sella a Castello di Cigognola, da Bellenda a Biancavigna, da Inama a Vie di Romans, da Sergio Pittico a Villa Papiano, da Candialle a Castiglion del Bosco, da Collemassari a Fabbrica Pienza, da Fattoria Le Pupille a Felsina, da Fontodi a Grattamacco, da Istine a Montenidoli, da Petrolo a Podere Il Carnasciale, da Poggio di Sotto a Poggio La Noce, da Poggioargentiera a Ridolfi, da Stella di Campalto a Tenuta La Massa, da Tua Rita a Valle Reale, da Cantine Astroni a Casa Setaro, da Montevetrano a Planeta, da Terra Costantino a Palmento Costanzo, a Bentu Luna.

L’approfondimento è, invece, demandato alle masterclass, che porteranno nei calici dei wine lover vino, cultura e curiosità, come il focus sui grandi vini cinesi da invecchiamento nella degustazione “Ao Yun, l’éveil du grand vin chinois”. Michel Bettane e Thierry Desseauve raccontano invece gemme introvabili e spesso inaccessibili, come lo Château Cos d’Estournel Saint-Estèphe 1990, tra i protagonisti di “Le Génie du vin”. E ancora, l’approfondimento sul “Gran Siècle” di Laurent-Perrier e quello su Dom Ruinart, ma anche Château Smith Haut Lafitte e, soprattutto, uno dei simboli del vino italiano, il “padre” del Brunello di Montalcino: “Biondi-Santi, le grand vin italien à travers le temps”, una verticale con il Rosso di Montalcino 2019, il Brunello di Montalcino 2016 e i Brunello di Montalcino Riserva 2015, 2008 e 1999.

 

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