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AGGIORNAMENTO

Francia, dopo Bordeaux anche il Rodano pensa all’espianto di 2-3.000 ettari vitati

La crisi del sistema vinicolo francese spinge la filiera a trovare soluzioni radicali. Come la distillazione di 2,5 milioni di ettolitri di vino
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Anche il Rodano punta sull’espianto

In Italia la preoccupazione maggiore, per la filiera del vino, arriva dagli attacchi interni alla Unione Europea, più precisamente da Dublino, che, con i warning in etichetta rischia di aprire una voragine pericolosa, che potrebbe mettere a repentaglio non solo e non tanto i consumi di vino, quanto il suo ruolo nella pianificazione dei fondi Pac, ossigeno fondamentale per l’internazionalizzazione del settore. In Francia, invece, la minaccia irlandese ha fatto molto meno scalpore, almeno mediaticamente. Il comparto, abituato a confrontarsi da tanti anni con le ristrettezze della Legge Evin, vive infatti un momento di enorme difficoltà, che porterà, almeno nelle intenzioni delle associazioni dei produttori, ad una vera e propria rivoluzione nel vigneto francese. 

Sotto al vertice di una piramide inarrivabile per tutti, quella dove si arrampicano Champagne, Borgogna e il top di Bordeaux, c’è infatti un’enorme problema di sovrapproduzione. Che, come racconta nei suoi ultimi articoli il magazine online “Vitisphere”, ha suggerito a diversi territori di primissimo piano la stessa soluzione: lo sradicamento di migliaia di ettari vitati. Dopo Bordeaux, dove si parla di rinunciare a qualcosa come 35.00 ettari, anche il Rodano fa i conti, ed il risultato è che per riportare in equilibrio domanda e offerta si dovranno espiantare tra i 2.000 ed i 3.000 ettari di vigneti. 

Un piano enorme, che ha bisogno di tempi lunghi e di finanziamenti pubblici importanti, mentre a breve termine FranceAgriMer ha stimato in 2-2,5 milioni di ettolitri la quantità di vino destinata alla distillazione per rispondere in maniera immediata alla congiuntura economica, di cui 250-350.000 proprio dal Rodano, ed 1-1,5 milioni di ettolitri da Languedoc e Occitania.

La palla, per l’ennesima volta in questi ultimi mesi, passa ora al Ministro dell’Agricoltura di Parigi, Marc Fesneau, che ha rimandato l’incontro con la filiera del vino in programma la scorsa settimana proprio per approfondire i tanti dossier sul tavolo: il 6 gennaio tante delle domande poste dalla filiera enoica francese dovrebbe ricevere una risposta, non è ancora dato sapere di che tipo.

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