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TRA TRADIZIONE E FUTURO

L’antico e affascinante rito della decortica delle querce da sughero in Portogallo si rinnova

L’impegno di Amorin Cork, primo produttore al mondo di tappi, per l’ambiente: nei prossimi quattro anni saranno piantati 1,5 milioni di nuovi alberi

Una tradizione antica e affascinante, che affonda le proprie radici nella storia ma è in grado di proiettarsi verso il futuro grazie a tecnologie innovative e impegno per la sostenibilità: prende il via in Portogallo (e andrà avanti fino a luglio) il rituale della decortica delle querce da sughero nelle foreste di Amorin Cork, il più grande produttore al mondo di tappi in sughero, che investe sempre maggiori risorse e attenzione verso l’ambiente.
 Oggi il gruppo Amorim - in grado di coprire da sola nel 2022 il 45% del mercato mondiale del comparto e il 28% del mercato globale di chiusure per vino - ha in gestione diretta 8.700 ettari di foreste, dove andrà a piantare nei prossimi 4 anni 1,5 milioni di nuove querce da sughero. Queste scelte di investimento, associate ad una esclusiva irrigazione goccia a goccia, permetteranno di ottimizzare la risorsa idrica, bene sempre più scarso, e al contempo favorire una crescita mirata delle piante. Il ciclo normale di decortica della pianta prevede che il primo sughero, definito vergine, venga rimosso a 25 anni: questo non serve per produrre tappi ma solo materiale di isolamento, come quello della seconda decortica, che avviene dopo 9 anni. Bisogna attendere ulteriori 9 anni (43 in totale, quindi), per lavorare il sughero al fine di ottenere i prodotti di più alto livello, tra cui i tappi. Osservando l’esperimento di un coltivatore di oliveto intensivo, Amorim si è accorta che nello stesso ambiente, con l’irrigazione goccia a goccia e con gli stessi nutrienti dell’olivo, una quercia di 8 anni aveva la stessa dimensione di un albero di 25 anni. Da qui è nata l’idea di sperimentare un ciclo intensivo, in cui la prima decortica (sughero vergine) può avvenire a 8 anni, la seconda dopo soli 4, si toglie in questo frangente l’irrigazione goccia a goccia e si fornisce solo al bisogno (in caso di siccità). La terza e ultima decortica, così, può avvenire dopo 9 anni, ovvero dopo un totale di 21 anni, meno della metà del tempo precedente.
“Amorim ha un piano rivoluzionario per il settore, che consentirà la redditività forestale - afferma l’ad Amorim Cork Italia, Carlos Veloso dos Santos - grazie all’anticipo della produzione, ad una densità di coltivazione superiore a quella attuale e al decisivo contributo che queste nuove piantagioni daranno sulla Co2: possono catturarne 8 milioni di tonnellate e avere un enorme valore ambientale, aiutando il nostro Paese e l’Europa a raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e vivere in un mondo con una foresta capace di catturare per oltre 200 anni Co2 in maniera sistematica. Sono investimenti con un payback molto lungo, tra 22 e 24 anni, ma a renderci fiduciosi è la convinzione che abbiamo rispetto al nostro prodotto e la visione positiva verso il futuro del sughero, per questo Amorim coinvolgerà gli strumenti finanziari e le risorse umane necessarie per concretizzare questo piano così ambizioso”. La filiale italiana di Amorim Cork, nel 2022, ha registrato oltre 667 milioni di tappi venduti, per un fatturato di 75,1 milioni di euro (pari al +6,5% sul 2021).
La pratica della decortica rimane l’operazione più delicata e ad alta responsabilità finora conosciuta, tuttavia può oggi fruire di una meccanizzazione degli strumenti. Questi devono essere comunque gestiti da mani sapienti, quelle degli esperti sul campo, che si tramandano il know-how da secoli e che sono i primi custodi della pianta, visto che un’incisione troppo profonda può ferirla e una troppo leggera può rovinare il sughero. Tuttavia, possono anch’essi vivere un alleggerimento della propria attività, che rimane uno dei lavori agricoli meglio pagati al mondo per la sua specializzazione, a contrasto, oltretutto, della desertificazione sociale di queste terre.
Amorim punta ad un’ulteriore evoluzione: sta infatti lavorando sulla selezione genetica per avere la migliore qualità di sughero per le nuove piante, con l’obiettivo di aumentare anche quantitativamente, passando da una media di 55 piante per ettaro a 300 piante per ettaro e con l’ambizione di sviluppare la messa in produzione di 50.000 ettari di foreste tra Portogallo e Spagna, per aumentare la produzione mondiale di sughero del 30%. La decortica e le sue evoluzioni rimangono parte di un’attività di tutela, prima che origine della filiera produttiva, che si dimostra sempre più strategica per l’intero bacino del Mediterraneo. Le querce sono tra le protagoniste di uno dei 35 santuari di biodiversità del pianeta, quella macchia mediterranea che deve parte della sua sopravvivenza ai 2,2 milioni di ettari di foresta da sughero: consentono la vita ad animali e vegetali e assorbono fino a 32 milioni di tonnellate all’anno di Co2.

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