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Dal “rischio effetto boomerang” al pericolo “instabilità”. Le reazioni italiane ai dazi Usa bocciati

Da Unione Italiana Vini (Uiv), Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani e Coldiretti arrivano i primi commenti dopo la decisione della Corte Suprema
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Continuano le incertezze per il futuro del vino a causa dei dazi

La notizia che i dazi imposti da Trump poco meno di un anno fa sui prodotti di tutto il mondo, Unione Europea (e vino) inclusi, sono illegittimi (qui l’articolo WineNews) ha generato, come prevedibile, una serie di reazioni dalle voci del settore. La decisione della Corte Suprema, secondo cui il presidente americano “non può imporre i dazi in base all’International Emergency Powers Act, quello a cui ha fatto ricorso il presidente per giustificare i dazi del “Liberation Day””, apre di fatto un nuovo capitolo, i cui sviluppi sono al momento indecifrabili, di una “telenovela”, quella dei dazi, che sembra non finire mai.
“Il mondo del vino paradossalmente non può festeggiare la bocciatura della legittimità dei dazi da parte della Corte Suprema americana. Si profila una più che probabile reimposizione delle tariffe attraverso vie legali alternative a cui si aggiunge il forte rischio incertezza che tale decisione può determinare nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti”. A dirlo è il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, in seguito alla sentenza della Corte Suprema americana che si è pronunciata oggi sul ricorso ai poteri tariffari di emergenza da parte del presidente Donald Trump. Frescobaldi ha aggiunto che “considerati i danni arrecati al settore in questi mesi, auspichiamo che la situazione di stallo possa risolversi a breve per non alterare ulteriormente le dinamiche commerciali e monetarie”. Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) la seconda parte dell’anno si è rivelata complicata per il vino tricolore negli Stati Uniti a causa dei dazi ma anche per una contrazione delle abitudini di consumo in atto da qualche anno. Le proiezioni Uiv sui dati relativi alle esportazioni verso gli Usa prevedono infatti un calo rilevante per le bottiglie tricolori, con una chiusura prevista a tutto il 2025 a -9% e una contrazione pari a 177 milioni di euro sull’anno precedente (-225 milioni di euro stimati nel secondo semestre sul pari periodo 2024). “I dazi - ha affermato il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti - si aggiungono a un contesto di mercato Usa già difficile, con i consumi di vino che nel 2025 sono calati (-5%) per il quinto anno consecutivo. Questa sentenza, che condividiamo nel merito, rischia l’effetto boomerang, con una situazione di ulteriore incertezza e un’impasse degli ordini in attesa di un quadro regolamentativo più chiaro da parte dell’Amministrazione americana”.
Gli Stati Uniti rappresentano di gran lunga la prima destinazione per i vini italiani con un valore espresso nel 2024 pari a 1,93 miliardi di euro, il 24% del totale export dei prodotti tricolori nel mondo. Vino italiano che, riguardo all’export negli States, nel 2025, secondo i dati Istat analizzati da WineNews, da gennaio a novembre ha totalizzato -8% in valore a 1,62 miliardi di euro e -5,7 in volume a 312,2 milioni di litri sullo stesso periodo del 2024.
Tra le reazioni arrivate c’è anche quella del presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che parla di una notizia che “arriva inaspettata” ma anche di “una decisione forte da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, che smonta alla base tutto il procedimento giuridico su cui sono stati fondati i dazi del presidente Trump. Tutto questo genera profonda instabilità, in un momento in cui abbiamo bisogno di certezze e abbiamo iniziato un percorso con i nostri importatori americani. Ritengo e spero che si possa ritrovare velocemente un accordo con il presidente degli Stati Uniti per capire anche quali strumenti potrà utilizzare rispetto alle intese finora definite. Se, al contrario, Trump vorrà togliere i dazi, come era già in passato tra Ue e Usa, ovviamente questo per noi produttori europei sarebbe decisamente auspicabile”.
La notizia della bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema apre un nuovo scenario di incertezza per l’export agroalimentare italiano ed europeo, ma rappresenta uno spartiacque per riportare equilibrio sul mercato Ue-Usa se si lavora, a Bruxelles, per cogliere con coraggio e prontezza l’opportunità di questa sentenza. Così il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che aggiunge come “la Corte conferma quanto era nell’aria da tempo. Non possono essere importati dazi generalizzati utilizzando i poteri di emergenza economica (Ieepa), senza esplicita autorizzazione del Congresso. Resta, dunque, da monitorare gli sviluppi sulle tariffe unilaterali e globali, i dazi al 10% applicati a quasi tutti i partner commerciali e al centro della sentenza della Corte che rende, di fatto, illegale l’operazione di Trump”. Ora la palla passa comunque al Congresso e Cia-Agricoltori Italiani auspica tempi rapidi che non mettano ulteriormente a repentaglio l’export Ue-Usa. Stando, infatti, ai dati dell’Ufficio Studi Cia, su dati Istat, l’associazione afferma che “è innegabile il crollo dell’export agroalimentare nel 2025, una novità assoluta per l’Italia, con -5% a fine anno e con il mese di dicembre che ha registrato il dato peggiore -27%. Neanche la spinta dei primi mesi del 2025, infatti, è riuscita a bilanciare la situazione. Lo scorso anno, ricorda ancora Cia-Agricoltori Italiani, sulle tavole dei consumatori a stelle e strisce sono finiti 353 milioni di euro in meno di prodotti made in Italy. Tale crollo è stato realizzato, internamente, nel periodo da giugno a dicembre quando l’export agroalimentare nazionale ha perso 668 milioni euro”.
Coldiretti e Filiera Italia, “accolgono con favore la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bocciare i dazi di Trump, che hanno fatto subire un pesante rallentamento dell’export agroalimentare italiano, con perdite consistenti fino a quasi 400 milioni di euro totali con punte per alcuni settori, come il vino, fino a oltre -8%. Ora, come è sempre stato sottolineato dai vertici di Coldiretti e Filiera Italia, è fondamentale costruire un confronto e non uno scontro tra Europa e Usa per favorire le nostre economie ed evitare il caos che l’annuncio delle prossime mosse di Trump sta già generando”.

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