Con la pubblicazione dell’Harvest Report 2025 e della nuova edizione 2026 del Green Book, WineGb, l’associazione di riferimento per il settore vitivinicolo del Regno Unito, apre ufficialmente la nuova stagione vegetativa dei vigneti inglesi su basi mai così solide. I due documenti, presentati in questi giorni, si affiancano ai dati ufficiali della Food Standards Agency (Fsa), l’ente pubblico indipendente del Regno Unito responsabile della sicurezza alimentare, e delineano un quadro di crescita senza precedenti per la viticoltura britannica, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo.
L’Harvest Report 2025, firmato dal Master of Wine Stephen Skelton, tra i più autorevoli analisti del vino britannico, si basa sui risultati della WineGb Harvest Yield Survey e fotografa un’annata definita una vera e propria “mast year”, ovvero un’annata eccezionalmente abbondante. Le condizioni climatiche hanno giocato un ruolo determinante: una primavera precoce e asciutta, seguita da un’estate straordinariamente calda, segnata da quattro ondate di calore ufficiali tra giugno e luglio, hanno favorito una maturazione anticipata e completa delle uve, portando alla vendemmia più precoce mai registrata nel Regno Unito. Dal punto di vista produttivo, la raccolta 2025 ha segnato un +39% sul 2024, grazie non solo al clima favorevole, ma anche a una bassa pressione delle malattie nei vigneti. Parallelamente, tutti i principali indicatori qualitativi mostrano un deciso miglioramento. I Growing Degree Days (i gradi-giorno di crescita che misurano il calore utile accumulato dalla vite nel corso della stagione, ndr) hanno raggiunto quota 1.051, superando la media quinquennale di 1.008. Il potenziale alcolico medio è salito a 10,48%, rispetto al 9,47% dell’anno precedente, mentre l’acidità tartarica ha registrato una lieve diminuzione (da 10.47 grammi per litro a 10.22 grammi per litro), segnale di uve più mature ed equilibrate. Alcune varietà si sono distinte in modo particolare: Bacchus ha raggiunto una resa media di 9,5 tonnellate per ettaro, Solaris di 7,2 tonnellate per ettaro, mentre il Pinot Noir ha mostrato una lieve crescita sulle medie storiche (5,90 tonnellate per ettaro), confermando il suo ruolo centrale nello sviluppo del vino inglese.
A rafforzare ulteriormente questo scenario intervengono i dati della Food Standards Agency, che indicano per il 2025 un aumento complessivo del +55% della produzione di vino inglese e gallese, pari a 124.377 ettolitri, equivalenti a oltre 16,5 milioni di bottiglie, numeri che testimoniano l’espansione dell’intera filiera, dai vigneti fino alle fasi di stoccaggio e commercializzazione.
Accanto al rapporto sulla vendemmia, WineGb ha presentato anche il Green Book 2026, la guida tecnica annuale di riferimento per la viticoltura nel Regno Unito. Il volume raccoglie informazioni ufficiali sui prodotti fitosanitari autorizzati per la vite, sulla normativa vigente, sulle modalità di irrorazione e sulle buone pratiche per un utilizzo sicuro ed efficace dei mezzi di difesa in vigneto. Il Green Book è stato realizzato dal Viticulture Working Group con il contributo dell’agronomo Will Robinson e della scienziata Joanna McTique, ed è destinato a rimanere uno strumento operativo centrale per i produttori.
Come sottolinea la ceo WineGb, Nicola Bates, i report raccontano “un comparto che mostra ottimismo, resilienza e tempi entusiasmanti davanti a sé”. Anche per Mark Dawson, responsabile Wine Standards Inspection Team della Food Standards Agency, “il 2025 è stato un anno davvero eccezionale per il vino inglese e gallese, e questi dati riflettono chiaramente i notevoli progressi compiuti dal settore. Il nostro ruolo è garantire che il vino che arriva ai consumatori sia sicuro, correttamente etichettato e conforme agli standard richiesti. La crescita che stiamo osservando lungo tutta la filiera, dai vigneti ai magazzini, fino a grossisti e operatori commerciali, rende il nostro lavoro più importante che mai”.
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