Nonostante uno scenario internazionale segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali e tensioni sul commercio globale, nel 2025 il giro d’affari al consumo del Parmigiano Reggiano ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro, in crescita del 23,8% sul 2024, con dinamiche divergenti tra Italia ed estero. Se, infatti, la domanda internazionale continua a crescere (+2,75%) arrivando a rappresentare oltre la metà delle vendite complessive (50,5%), dall’altro lato il mercato domestico registra una sensibile contrazione dei volumi (-10%) a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari: il Parmigiano Reggiano non perde acquirenti nelle famiglie italiane, ma viene acquistato meno spesso e in porzioni più contenute. Su una quota di mercato italiana, equivalente, dunque, al 49,5% (secondo l’Osservatorio Sell-In Nielsen), la Gdo si conferma il primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), dall’Horeca che resta ancora marginale (+6,7%) e con il restante 10,5% distribuito negli altri canali di vendita. È quanto spiega il Consorzio del Parmigiano Reggiano guidato da Nicola Bertinelli nel corso dell’annuale conferenza stampa, oggi a Palazzo Giureconsulti, a Milano, nella presentazione dei dati economici 2025.
A crescere è anche la produzione: 4,19 milioni di forme (equivalenti a 168.225 tonnellate) contro le 4,079 milioni del 2024 (+2,7%) con Parma che si conferma la prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme). Sul fronte dei prezzi, si registrano aumenti a doppia cifra: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 euro al kg (+20,6% sul 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 euro al kg a 15,59 euro al kg nel 2025.
Nell’export che supera le vendite interne, invece, il principale mercato estero restano gli Stati Uniti (+2,3%), dove il quadro, tuttavia, spiega il Consorzio, rimane complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, e a ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di rischio per il 2026. Nel frattempo l’inizio dell’anno per il Parmigiano Reggiano negli States si è aperto con un calo dell’export del -16% che non ha, però, tolto l’ottimismo al presidente Nicola Bertinelli: “sono confidente del fatto che nell’anno non solo recupereremo i volumi che abbiamo perso a inizio del 2026 - ha detto in conferenza stampa - ma cresceremo negli Stati Uniti, proprio per il nostro piano di investimenti”. Il riferimento è ai 34,3 milioni di euro che il Consorzio ha deciso di stanziare (visto il complesso contesto oltreoceano, ma non solo) per lavorare sul posizionamento globale della marca attraverso strategie di marketing e comunicazione. Per quanto riguarda invece gli altri principali mercati, performance positive si registrano in Regno Unito (+7,8%), Canada (+8,3%) e Svezia (+8,8%), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%) e Germania (+0,1%).
“Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati - ha sottolineato Bertinelli - allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia, dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti. Sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto”.
Tra le modalità per farlo, anche quella di far diventare il Parmigiano Reggiano una destinazione turistica. Nel corso della conferenza è stato presentato, infatti, anche il nuovo “Progetto Turismo”, la prima iniziativa organica di sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca, integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche. Un progetto che punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori entro il 2029. Un piano che prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente privati e non supportati da fondi pubblici.
Focus - I numeri del Parmigiano Reggiano (dati 2025)
2.103 allevatori/conferenti latte ai caseifici attivi a dicembre 2025
242.000 bovine di oltre 27 mesi di età per la produzione di latte
2,08 milioni di tonnellate di latte prodotto
15,5% della produzione nazionale di latte vaccino
287 caseifici produttori a dicembre 2025
4.189.945 forme prodotte (pari a circa 168.225 tonnellate)
50.000 persone coinvolte nella filiera produttiva
2,15 miliardi di euro giro d’affari alla produzione
3,96 miliardi di euro giro d’affari al consumo
74.980 tonnellate esportate vs 72.440 tonnellate nel 2024
50,5% quota export vs 48,7% nel 2024
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026



















































































































































































