In un’Italia che cambia abitudini a tavola e al bancone del bar, le bevande analcoliche si trasformano da semplice piacere a scelta consapevole: tra salute, gusto e nuove tendenze del fuori casa, i consumatori riscrivono le regole del consumo quotidiano mentre il beverage si allinea ad un’evoluzione che guarda sempre più al “low” e al “no alcol” come paradigma contemporaneo. Sei italiani su 10 scelgono oggi bevande analcoliche con poche calorie o senza zuccheri, un dato che fotografa un cambiamento strutturale nei consumi, dove la ricerca di equilibrio alimentare convive con il piacere del gusto, indicato come irrinunciabile dal 90% della popolazione. A dirlo, un’indagine AstraRicerche per Assobibe, che evidenzia anche come 7 italiani su 10 considerino queste bevande compatibili con uno stile di vita sano, mentre il 67% le ritiene conciliabili con una dieta equilibrata, confermando una crescente maturità nelle scelte alimentari. Il consumatore italiano si dimostra informato e attento: il 61% preferisce un consumo moderato, il 58% cerca prodotti con meno zuccheri e il 57% legge le etichette nutrizionali.
Il cambiamento si riflette anche nei comportamenti fuori casa: oltre un terzo degli italiani sceglie al bar versioni light o senza zucchero, quota che sale a 1 su 2 tra i più giovani della Gen Z, indicando una trasformazione generazionale destinata a incidere sul mercato. Parallelamente, la diffusione delle bevande “zero” raggiunge una media di 5 consumi su 10, con picchi tra i consumatori abituali, spinta dalla volontà di ridurre l’apporto zuccherino, motivazione citata dal 56% degli intervistati. Il settore ha già risposto a questa domanda con innovazioni concrete, come la riduzione del 41% degli zuccheri immessi in consumo e l’ampliamento dell’offerta “zero”, destinata a trainare nuove categorie come bevande funzionali e arricchite.
Tuttavia, permangono ancora percezioni distorte e veri e propri “falsi miti”, a fronte di un atteggiamento complessivamente positivo verso le bevande analcoliche: il 41% degli italiani ne sovrastima l’impatto calorico quotidiano, collocandolo tra il 5 e il 10%, mentre solo il 19% si avvicina ai valori reali, indicando una quota pari o inferiore al 3%, quando, invece, l’incidenza effettiva è pari appena allo 0,9% per gli adulti (18 calorie) e allo 0,6% per i bambini (13 calorie); allo stesso tempo, oltre la metà degli intervistati (52%) è convinta erroneamente che le versioni “zero” contengano zuccheri o calorie, confermando come la corretta informazione resti una sfida cruciale per il settore, che punta da anni su strumenti concreti per promuovere scelte consapevoli, nella convinzione che l’equilibrio non passi dalla rinuncia, ma da comportamenti informati, attenti e responsabili, sostenuti da una consapevolezza sempre più diffusa tra i consumatori italiani.
In questo scenario, il fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge l’intero mondo dei “drink”, dove il low e no alcol non sono più alternative marginali, ma espressioni di una nuova cultura del consumo. “Gli italiani continuano a ricercare il gusto, ma mostrano una crescente apertura verso l’innovazione. L’indagine conferma che le bevande analcoliche sono parte integrante di uno stile di vita equilibrato, sostenuto da consumatori sempre più consapevoli. Tradizione e made in Italy restano valori fondamentali - dichiara Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe - ma oggi è la crescente attenzione a equilibrio e composizione dei prodotti a orientare le scelte, guidando un macro-trend che sta ridefinendo l’intero settore food & beverage in Italia. Un’evoluzione che il comparto ha saputo anticipare, come dimostra la riduzione del -41% degli zuccheri immessi in consumo e l’ampliamento costante dell’offerta “zero”, destinata a trainare l’innovazione futura che comprende anche bevande funzionali e arricchite con minerali e vitamine”.
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