La Carbonara è la pasta preferita dagli italiani e i numeri lo confermano: secondo un’indagine AstraRicerche commissionata dai pastai di Unione Italiana Food e condotta nel marzo 2026 su 1.004 italiani tra i 18 e i 65 anni, è la ricetta di pasta più amata del Paese, presente nella “Top 3” delle preferite per il 46,1% degli intervistati, apprezzata dal 92,6% della popolazione e giudicata addirittura “da 10 e lode” dal 48,6%, superando altri grandi classici come spaghetti alle vongole (42,6%) e pasta al ragù (42,5%), che distaccano nettamente amatriciana (29,4%), pomodoro e basilico (29,3%), pasta al pesto (27,5%), orecchiette con cime di rapa (23,5%), cacio e pepe (21%), penne all’arrabbiata (20%) e pasta alla norma (18,3%), con un gradimento trasversale che varia da “molto” per il 62,5% e “abbastanza” per il 30,1%, lungo tutta la Penisola, particolarmente concentrato nel Nord-Est (54%) e nel Nord-Ovest (51%).
Un amore che va ben oltre la tavola di casa e si traduce anche nel mondo del delivery: in vista del “Carbonara Day”, il 6 aprile, la piattaforma di delivery Glovo fotografa un successo senza tempo con oltre 250.000 ordini contenenti carbonara consegnati in Italia negli ultimi 12 mesi, con il picco massimo registrato a sorpresa nel giorno di San Valentino, segno di come questo piatto simbolo della cucina romana sia diventato una vera coccola da condividere. Roma guida la classifica delle città che la ordinano di più, seguita da Milano e Napoli, mentre entrano nella “top 10” nazionale anche Catania, Bari e Padova, a dimostrazione di una passione diffusa lungo tutto lo Stivale. La Carbonara si ordina soprattutto nel weekend, con il sabato sera come momento preferito e un picco tra le 19 e le 20 che da solo concentra il 35% degli ordini, seguita dal pranzo, in particolare nella fascia tra le 12 e le 13, confermando il suo ruolo di comfort food per eccellenza; la stagionalità mostra una domanda costante durante l’anno, con maggio, settembre e ottobre tra i mesi più “carbonara friendly”.
Ma questo amore non conosce confini, tanto che l’Italia è nella “top 5” globale dei consumi su Glovo insieme a Spagna, Romania, Portogallo e Polonia, mentre tra i piatti romani la Carbonara domina con il 48% delle preferenze, davanti ad amatriciana, cacio e pepe e gricia, pur lasciando spazio alla sperimentazione tra spaghetti, rigatoni, tonnarelli, supplì e frittatine.
Il segreto di un successo così duraturo risiede soprattutto nella golosità e bontà dei sapori (63,9%), nel valore della tradizione (27,2%), nell’equilibrio della ricetta (21,1%) e nella rapidità di preparazione (18,9%), oltre alla sua essenza più autentica fatta di pochi ingredienti facilmente reperibili - pasta, uova, guanciale, pecorino e pepe - capaci di esprimere un gusto inconfondibile (45,1%). Apparentemente semplice, la Carbonara unisce gusto, immediatezza e praticità, con un tempo di preparazione che coincide quasi con quello di cottura della pasta, rendendola ideale per la vita moderna e perfetta come comfort food (28,3%), senza dimenticare la sua origine popolare e “povera” che la rende accessibile, democratica e facile da replicare (27,1%), qualità che ne hanno favorito la diffusione internazionale come uno dei piatti italiani più riconosciuti e ordinati al mondo (33,6%). E se le varianti sono ammesse, gli errori non lo sono: l’aggiunta della panna resta il peccato capitale (34,9%), seguita dall’uovo cotto troppo presto (33,7%), dall’uso di aglio o cipolla (31%), dalla sostituzione del guanciale con la pancetta (23,5%), del pepe con altre spezie (22,3%), del pecorino con altri formaggi (17,5%) e dalla pasta troppo cotta (16,6%).
Indissolubilmente legata a Roma, la Carbonara è riconosciuta come simbolo della Capitale dal 94,3% degli italiani, con un’associazione molto forte per il 68,4%, e per 2 italiani su 3 la migliore si mangia proprio nella Città Eterna, seguita a distanza dalla versione di casa propria o di un parente (6,4%). Piatto iconico e condiviso, sarebbe mangiato volentieri in compagnia di un personaggio famoso legato alla romanità, con Carlo Verdone, Sabrina Ferilli e Francesco Totti come commensali ideali. Per gli italiani, del resto, la Carbonara è molto più di un piatto: è convivialità con gli amici (36,3%), famiglia e tradizione (30,4%), uno strappo alla regola del weekend (24,7%), una coccola personale (19%), una ricompensa dopo il lavoro (18,8%) e un rimedio per il morale (18,4%), oltre a essere il piatto preferito da ordinare fuori casa (13,9%) o un “rompighiaccio” a tavola (9,3%).
“II “Carbonara Day” è diventato uno degli appuntamenti più attesi, partecipati e condivisi dal web e non solo. Oggi questa ricetta non è più una proposta turistica delle trattorie romane, ma ha un respiro sempre più internazionale”, spiega la presidente dei pastai di Unione Italiana Food, Margherita Mastromauro. “Nel celebrare questa ricetta semplice, accessibile e facile da realizzare, vogliamo riaffermare come la pasta non sia solo un alimento iconico, ma anche un valore culturale italiano che unisce milioni di persone nel mondo - aggiunge Paolo Barilla, presidente Unione Italiana Food - come produttori, sentiamo profondamente la responsabilità che deriva dal portare in tavola l’alimento base della Dieta Mediterranea, democratico, sano, nutriente”. “Ognuno ha i suoi segreti e la sua versione e l’equazione della Carbonara perfetta è una sfida che appassiona milioni di foodies e chef di tutto il mondo - aggiunge Mastromauro - abbiamo voluto festeggiare questo piatto per codificare la ricetta originale, ma anche per andare oltre il concetto di ricetta ideale. E abbiamo avuto ragione: negli anni il “Carbonara Day” è diventato uno degli appuntamenti gastronomici più attesi, partecipati e condivisi dal web a livello globale”.
E così, da una polemica nata sui social per una ricetta “tradita” - quando il 6 aprile 2016 il sito francese Demotivateur pubblicò una video-ricetta della pasta alla Carbonara che prevedeva panna, pasta cruda bollita insieme a pancetta e cipolla in un’unica pentola (“one pot”) e un uovo crudo aggiunto alla fine - la Carbonara è riuscita a trasformarsi in un fenomeno globale capace di unire tradizione, identità e partecipazione digitale. Il “Carbonara Day” non è soltanto una celebrazione gastronomica, ma il simbolo di come un piatto possa raccontare un Paese, difenderne la cultura e, allo stesso tempo, stimolare un confronto aperto tra fedeltà alle origini e nuove interpretazioni. A dieci anni dal “Carbonara Gate”, questa giornata ha raggiunto una platea social potenziale di oltre 1,7 miliardi di persone e continua a coinvolgere una community sempre più ampia. A confermarlo è anche il fatto che 1 italiano su 3 festeggia il “Carbonara Day” (34,9%) e per 1 su 5 anche avere una giornata celebrativa dedicata è uno degli elementi chiave che spiegano il successo della Carbonara (18,9%).
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