Quando si parla di natura, il rischio è spesso quello di considerarla come qualcosa di esterno, da osservare o proteggere, ma raramente da vivere come parte integrante dell’esperienza umana. Eppure, esiste uno sguardo diverso, più antico ma ancora attuale, che non separa l’uomo dal mondo che lo circonda, ma lo riconosce come parte di un equilibrio più ampio. È da questa prospettiva che prende forma “La Natura di San Francesco” (Cierre Edizioni, 216 pagine, 16 euro), volume a cura di Gianni Moriani, storico della cucina e del paesaggio agrario italiano e sociologo, con cui WineNews si confronta spesso e che, recentemente, ha tracciato lo stato dell’arte del mondo del vino italiano, sviluppa, partendo dal “Cantico delle creature”, un percorso corale, in cui voci diverse - tra scienza, filosofia, teologia e storia dell’arte - si confrontano su un tema centrale: il rapporto tra l’uomo e il creato, oggi più che mai segnato da squilibri e contraddizioni. Dall’analisi dell’impatto umano sull’ambiente, affrontata da Danilo Mainardi, che è stato un etologo, ecologo, divulgatore scientifico e ambientalista italiano; alla riflessione su una possibile relazione armonica tra uomo e natura proposta da Gianfranco Bologna, naturalista e ambientalista, fino ai contributi dedicati ai singoli elementi - dall’acqua di Pier Francesco Ghetti, ecologo e idrobiologo, al vento di Eugenio Burgio, professore di Filologia e linguistica romanza all’Università Ca’ Foscari Venezia, passando per le nuvole di Davide Susanetti, ellenista e professore di Letteratura greca all’Università degli Studi di Padova, e il fuoco di Tommaso Soldini, scrittore, poeta e insegnante - il libro costruisce una trama articolata che intreccia sguardi diversi ma complementari. Gli elementi evocati da San Francesco - il sole, la luna, la terra, l’acqua, il vento, le nuvole, il fuoco, fino alla “sorella morte”, su cui torna lo stesso Moriani - diventano così chiavi di lettura attraverso cui interpretare il presente, non come simboli astratti, ma come strumenti per interrogare il nostro modo di abitare il mondo, tra responsabilità individuale e dimensione collettiva. In questo dialogo tra discipline, il pensiero francescano si rivela sorprendentemente attuale: non più dominio, ma relazione, non separazione, ma interdipendenza.
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