In un periodo di mercato del vino così complesso come quello di oggi, regala un po’ di fiducia (sebbene si parli di una nicchia rappresentata da pochissime grandi etichette), il lento ma progressivo recupero degli indici del Liv-Ex, la piattaforma di riferimento del mercato secondario, che in questo primo quarto di 2026, dall’analisi WineNews, confermano un trend generale di ripresa iniziato a fine 2025, con l’Italia sugli scudi. Nonostante, va detto, un mese di marzo che per molti indici ha registrato qualche piccolo passo indietro. In ogni caso, da inizio anno, resta in terreno positivo il Liv-Ex 100 - indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - che chiude il trimestre a +0,2%. Con alcune etichette tricolore che restano tra le 10 più performanti, come il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa (+14,9%), il Masseto 2022 (+12,9%) ed il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello (+12,1%).
Dopo un leggere crescita, torna, invece, sulla parità da inizio anno il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici. Nel quale le performance negative di indici come il Burgundy 150 (-0,6% da inizio anno) e Bordeaux Legends 40 (-0,3%), sono bilanciate dal Bordeaux 500 (+0,2%), e soprattutto dallo Champagne 50 (+1,1%) e dall’Italy 100 (+0,8%), indice ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004, ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020, e ancora dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019, e ancora da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Supertuscan, Sassicaia della Tenuta San Guido, Solaia e Tignanello di Marchesi Antinori, Ornellaia e Masseto di Frescobaldi, e ancora da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Con la migliore performance che resta, nettamente, quella del Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno, a +26,6% in 3 mesi, ma in doppia cifra (tra il +15% ed il +10%), ci sono anche il Barolo Falletto Vigna Le Rocche 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2015 di Gaja, il Masseto 2016, 2020 e 2022 di Frescobaldi, il Barolo 2019 di Barolo Mascarello, ed il Solaia 2016 di Marchesi Antinori.
Un andamento complessivo tra alti e bassi, ma che resta con il segno più nel 2026, quello del Liv-Ex, e che ben fotografa, a suo modo, l’incertezza generale del mercato del vino, ma anche la voglia di tornare a guardare al futuro con uno sguardo positivo.
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