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IL PROGETTO

“QuattroMani”, il vino Pasqua Vini & Charles Smith, che unisce “Vecchio e Nuovo Mondo”

Il Pinot Nero “multivintage” coltivato in Veneto e vinificato secondo la visione d’Oltreoceano, che crea un ponte tra Valpolicella e Washington State

Uno degli aspetti più belli del vino, è la creazione di connessioni tra persone, che vanno ben al di là del fondamentale aspetto conviviale. E, a volte, si trasformano anche in progetti di impresa capaci di valicare i confini. Come succede con “QuattroMani”, nuovo capitolo della prestigiosa collaborazione tra Pasqua Vini e il winemaker di Washington State, Charles Smith, da cui nasce un vino davvero insolito: un Pinot Nero “multivintage” con le uve coltivate e raccolte in Valpolicella, e vinificato secondo la visione dello stesso Smith, in una bottiglia in cui si uniscono “Vecchio e Nuovo Mondo” del vino. “Un vino che sintetizza l’incontro tra visioni, linguaggi e geografie, scrivendo un nuovo capitolo nella storia della cantina veronese, divenuta dal 2025 distributore esclusivo globale dei brand House of Smith - tra cui K Vintners, Sex e Real Wine (di quest’ultimo, la cantina veronese è anche socio di minoranza)”, spiega una nota.
“Con “QuattroMani”, Pasqua Vini e Charles Smith fanno incontrare simbolicamente Vecchio e Nuovo Mondo: da un lato, un vigneto in Valpolicella, con la sua storia, know how e bellezza; dall’altro, una scelta di vinificazione orientata alla pienezza del frutto, tipica di Oltreoceano”, spiegano i protagonisti.
La genesi di “QuattroMani” prende avvio otto anni fa quando Pasqua inizia a lavorare sul nuovo progetto. Nel 2021 vengono avviati i contatti con Charles Smith e il progetto prende corpo e struttura: il winemaker americano visita regolarmente il vigneto, di cui si innamora, perché rappresenta il laboratorio migliore per la sperimentazione a cui da tempo si voleva dedicare nel Vecchio Mondo. L’assaggio, insieme a Riccardo Pasqua, delle basi dall’annata 2018 in poi permettono di dare corpo all’idea di un assemblaggio multivintage, che diventa strumento espressivo e firma riconoscibile. Il vigneto di Campiano, posizionato sopra San Giovanni Ilarione, è un appezzamento di 9 ettari situato a 600 metri sul livello del mare, dove la natura detta il ritmo e il tempo si dilata. Il suolo argilloso e calcareo, derivato da antichi fondali marini, offre ottimo drenaggio per le pendenze. Le vigne, tra i 20 e i 30 anni di età, si distribuiscono su più appezzamenti con esposizione Sud-Ovest, catturando la luce e restituendola in profondità e finezza. La foresta che circonda il vigneto crea un microclima unico: fresco e arieggiato, protetto e allo stesso tempo aperto. La maturazione delle uve è lenta, progressiva, accompagnata da importanti escursioni termiche che favoriscono la sintesi aromatica e costruiscono un profilo elegante, preciso, vibrante.
Il progetto vinicolo è stato anche l’ispirazione di Resonance, l’installazione artistica immersiva firmata da Sara Ricciardi, a Palazzo Maffei, nei giorni scorsi a Verona, e dedicata al valore della collaborazione come forza generatrice di nuove idee e progetti. Al centro dell’opera, un geode alto oltre 4 metri che si spacca per rivelare qualcosa di nuovo. Non una frattura che divide, ma uno spazio che genera. “L’innovazione non la si può solo dichiarare, la si deve anche dimostrare con i progetti. “QuattroMani” è la risposta a questa promessa - commenta Riccardo Pasqua, ad Pasqua Vini - Charles Smith, la sua visione, il suo sguardo libero da ogni pregiudizio e la sua dedizione alla qualità, sono sempre stati per noi di grande ispirazione. Per questo progetto, così sovversivo fino dalle sue radici, ci è sembrato da subito il partner ideale. Alla maestria di Charles Smith, in modo particolare sul Pinot Noir, si aggiunge la nostra esperienza di progetti di blend multivintage, che è diventata la nostra cifra stilistica e espressione innovativa più forte”.
“Ho accettato la sfida perché ho visto l’opportunità di fare qualcosa di mai fatta prima, pur con la consapevolezza che le collaborazioni possono essere molto complesse. Quando lavori senza preconcetti, succedono sempre cose interessanti. “QuattroMani” è energia pura: un Pinot Noir che non vuole imitare nessuno, ma essere semplicemente autentico. Prende la profondità del Vecchio Mondo e la spinge verso qualcosa di più immediato, vivo, accessibile”, aggiunge Charles Smith.
“La prima edizione di QuattroMani - spiegano ancora Pasqua e Smith - è complessa, stratificata, viva, che al naso si rivela speziata, con una freschezza erbacea. In bocca la beva è fresca, con la trama tannica che non è rigida né invasiva. Il vino nasce dal blend delle annate 2018, 2022, 2023 e 2025: le uve, raccolte a mano, sono prima pigiate e diraspate, cui segue una macerazione a freddo di un paio d’ore. La fermentazione avviene a 20/22 gradi centigradi, con 3/4 follature al giorno. Dopo due giorni, i vinaccioli vengono rimossi dal fondo della vasca per evitare l’apporto di tannini troppo astringenti. Dopo circa 20 giorni, il prodotto è svinato e travasato: una parte in tonneaux (2 anni), un’altra in barrique (1 anno). I legni utilizzati sono di rovere francese di primo passaggio con tostature leggere. L’annata resta poi in acciaio per 2/3 mesi, prima di essere assemblata con le altre (sempre in acciaio) e poi imbottigliata. Il potenziale di invecchiamento è di circa 10 anni”. Per un progetto che unisce, in bottiglia, il “Vecchio e Nuovo Mondo”.

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