Una ricostruzione rigorosa e documentata della storia della famiglia e dell’impresa vitivinicola, dalle origini nel Settecento fino al secondo dopoguerra, narrata con la cifra stilistica del romanzo, grazie all’animazione dei personaggi e delle loro vicende raccontate attraverso documentazione epistolare e fotografica originale: il libro “Radici. Storia di un’impresa familiare” (Solferino, 624 pagine, prezzo di copertina 23,00 euro), scritto da Piero Mastroberardino (presidente di Mastroberardino Agricola - tra le aziende di riferimento dell’enologia campana - e Cavaliere del Lavoro), intreccia storia economica, storia sociale e memoria familiare, restituendo il percorso di una dinastia imprenditoriale del Mezzogiorno capace di attraversare trasformazioni epocali - dalla fine del sistema feudale, tra il periodo Borbonico e la parentesi napoleonica a Napoli, all’Unità d’Italia con le mutazioni indotte dall’avvento dei Savoia, fino alle grandi guerre e alle crisi che hanno attraversato il Novecento.
Il volume - che è stato presentato a Vinitaly alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, in un incontro moderato da Luciano Ferraro, vicedirettore del “Corriere della Sera” - si distingue per l’ampio utilizzo di fonti archivistiche originali - atti notarili, corrispondenze commerciali, documenti istituzionali – che permettono di leggere la vicenda aziendale in parallelo con gli eventi della storia nazionale e internazionale, ma anche per una ricca rassegna di aneddoti di straordinaria portata storica, emergenti dalla documentazione d’archivio con impressionante autenticità.
“Radici” offre infatti una chiave di lettura utile per comprendere le dinamiche delle imprese familiari di lungo periodo, mettendo in luce temi oggi centrali quali il passaggio generazionale, la gestione della continuità e il rapporto tra tradizione e innovazione. Il volume rappresenta non solo una testimonianza storica di grande rilevanza, ma anche uno strumento di riflessione per il futuro del sistema vitivinicolo e, più in generale, dell’imprenditoria italiana.
Uno dei temi centrali emersi nel corso della presentazione è il rapporto inscindibile tra impresa e territorio. La storia dei Mastroberardino dimostra come lo sviluppo economico possa radicarsi in una profonda conoscenza del contesto locale, trasformando la terra da semplice risorsa a vero e proprio fattore strategico. Già tra Settecento e Ottocento la famiglia interpreta il passaggio verso una nuova borghesia agraria, cogliendo le opportunità offerte dalle riforme e contribuendo alla costruzione di un modello produttivo moderno, fondato sulla valorizzazione della viticoltura irpina. Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione internazionale dell’impresa, sviluppata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Le testimonianze documentali presentate nel volume evidenziano una precoce capacità di presidio di mercati lontani, quali Nord e Sud America, Africa, Asia, con una rete commerciale strutturata e una forte attenzione alla qualità e al posizionamento del prodotto. Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato come l’impresa familiare abbia saputo affrontare contesti estremamente complessi - dal proibizionismo negli Stati Uniti alle restrizioni dei mercati europei - attraverso strategie di adattamento e diversificazione, mantenendo una visione di lungo periodo.
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