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IDEE DI IMPRESA

Caviro, la Vecchia Cantina di Montepulciano entra tra i soci della cooperativa leader in Italia

Sinergia e sviluppo dell’offerta di Leonardo da Vinci Spa (del gruppo Caviro) al centro dell’operazione, annunciata oggi a Vinci

Una partnership all’insegna del Sangiovese, sull’asse Emilia-Romagna Toscana, Regioni che hanno nel proprio Dna questo vitigno, tra le massime espressioni dell’enologia italiana. Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola italiana, un universo presente in 8 regioni italiane e che ingloba 22 soci (di cui 20 cantine sociali), 11.500 viticoltori, per 35.200 ettari di superficie vitata, e con marchi iconici come Tavernello e Tenute Caviro nel proprio portafoglio, rafforza la propria struttura annunciando “l’ingresso di Vecchia Cantina di Montepulciano nella propria base sociale”, con un progetto di collaborazione che guarda a nuove sinergie per la Leonardo da Vinci spa, società del Gruppo Caviro. Vecchia Cantina, storica realtà fondata nel 1937, che ha il proprio cuore a Montepulciano, patria del Vino Nobile di cui è il principale produttore, e che oggi conta oltre 300 soci, ha avviato una collaborazione con Caviro con “l’obiettivo - spiega Caviro - di generare sinergia ed efficienza al servizio del portafoglio di Leonardo da Vinci Spa, azienda del Gruppo Caviro, già impegnata in un importante progetto di restyling e di ampliamento dell’offerta”.
Giovanni Lai, dg Leonardo da Vinci Spa - Tenute Caviro, ha detto a WineNews come gli obiettivi siano quelli “di crescere nei prossimi anni: il progetto sul Sangiovese è centrale per la Leonardo Da Vinci Spa”. Per la Vecchia Cantina di Montepulciano, dunque, che “resterà indipendente”, spiega a WineNews il presidente Andrea Rossi, “si tratta di una partnership, vista come un’opportunità commerciale importante, con Vecchia Cantina che entra, di fatto, in territori vinicoli in cui era “scoperta”, e che costituisce anche un solido passo in avanti per le strategie future di Leonardo da Vinci Spa, che punta ad un forte rilancio guardando a nuove strategie commerciali e idee, ma rimanendo fedele ad un territorio iconico, che si lega al grande genio di Leonardo”.
Una novità che, di riflesso, esprime anche un messaggio di fiducia significativo in un momento non certo facile per il mondo del vino e che vede nell’unione una delle chiavi per affrontare il mercato, anche a livello cooperativo. L’operazione (in concreto Vecchia Cantina curerà tutta la produzione dal conferimento alla messa in bottiglia dei vini provenienti dai vigneti degli ex soci Cantine Leonardo, mentre la commercializzazione del prodotto finito avverrà in parte attraverso i canali diretti di Vecchia Cantina e, in parte, attraverso il network Leonardo da Vinci Spa, società del Gruppo Caviro, con il quale Vecchia Cantina ha stretto un importante rapporto di partnership per il rilancio del progetto per il territorio di Vinci e i vini con etichetta “Uomo vitruviano di Leonardo”) è stata annunciata oggi, proprio a Vinci, alle Cantine Leonardo da Vinci, alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti delle cooperative coinvolte: Carlo Dalmonte e Giampalolo Bassetti, presidente e dg Gruppo Caviro, e Giovanni Lai, dg di Leonardo da Vinci Spa - Tenute Caviro, Andrea Rossi, presidente Vecchia Cantina di Montepulciano, e Mario Marchi, Vicepresidente Confcooperative Toscana.
Una collaborazione che vuole coniugare “visione strategica e presidio operativo: continuità della filiera, tutela della base sociale e consolidamento della qualità produttiva. In questo nuovo asset, Vinci e Montepulciano diventano il cuore produttivo del Sangiovese esprimendo la massima qualità e territorialità attraverso Chianti, Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano. Il Sangiovese assume il ruolo centrale di protagonista e ambasciatore di eccellenza e valore dei territori coinvolti”. Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro, ha sottolineato che “è un progetto importante con al centro il Sangiovese. L’idea si è sviluppata quando ci siamo incontrati con il presidente della Vecchia Cantina, Andrea Rossi. Al centro di questa integrazione c’è la valorizzazione del Sangiovese lungo un asse territoriale che unisce Romagna e Toscana tra territori e comunità. La Romagna affonda le sue radici nell’area dedicata alla selezione delle migliori uve dei soci Caviro, mentre la Toscana mette a sistema le aree coinvolte per coprire con i suoi vini un territorio ancora più vasto e completo”. Caviro, che, come ha sottolineato a WineNews il presidente Dalmonte, “è pronta ad investire. Metteremo risorse e impegno, coinvolgeremo i territori”.
Andrea Rossi, presidente di Vecchia Cantina, ha aggiunto che si tratta di “un nuovo progetto di rilancio, il mercato sta cambiando, stare insieme vuol dire essere più competitivi. Vecchia Cantina insieme a Leonardo da Vinci Spa si rafforzano, adesso siamo produttori e imbottigliatori della storia del Sangiovese in Toscana, dal Chianti al Nobile di Montepulciano fino al Brunello di Montalcino. Con il progetto sul Sangiovese vogliamo dare valore aggiunto alla base sociale, rafforzando la Vecchia Cantina ed i soci di Vinci, e mettendoci insieme abbiamo ottimizzato anche i processi aziendali. La forza della cooperazione toscana, unita a quella di Caviro, ci permette di affrontare le sfide del mercato globale senza perdere la nostra identità”. Giovanni Lai, inoltre, ha ricordato che “il brand Leonardo da Vinci affonda le sue radici nei luoghi e nello spirito sperimentale di Leonardo, che parte da Vinci e arriva oggi a Montepulciano, passando dalla Romagna.
Un’identità che unisce territori diversi in un’unica visione, trasformando un’eredità culturale ed enologica in una proposta identitaria e riconoscibile. Il filo narrativo oggi si traduce in un modello concreto, dove tradizione agricola e visione contemporanea si incontrano per valorizzare il territorio e le sue eccellenze. Abbiamo una responsabilità sociale ed economica, vogliamo riportare valore al territorio e a chi produce uva”. Giovanni Lai ha evidenziato le idee di Leonardo da Vinci Spa, già fortemente impegnata nella presenza sui mercati internazionali così come nella gdo. Caviro sta, inoltre, lavorando al restyling del brand Leonardo da Vinci Spa, con il ritorno dell’Uomo Vitruviano, una delle opere identificative del genio di Leonardo e dell’arte rinascimentale, in etichetta come un importante elemento distintivo. Mario Marchi, vice presidente Confcooperative Toscana, ha spiegato che “Confcooperative promuove costantemente iniziative tese a sviluppare collaborazioni e sinergie tra le cooperative aderenti, con l’obiettivo di accompagnare la loro crescita e conseguentemente la valorizzazione del lavoro dei soci. La viticoltura cooperativa toscana ha una lunga storia e radici profonde, con importanti realtà produttive distribuite sull’ampio territorio regionale, imprese dalla forte tradizione ma pronte all’innovazione, in grado di promuovere relazioni e progetti di sicuro interesse per gli associati”.
Il Sangiovese, come detto resta il fulcro del progetto: un vitigno versatile, capace di esprimere identità diverse lungo l’asse Toscana-Romagna, e su cui si costruisce l’evoluzione dell’intero portfolio.

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