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LA CURIOSITÀ

La storia in asta, con la mappa monumentale di Bolgheri del 1837 (prima del Viale dei Cipressi)

Sotto il martello di Gonnelli Casa d’Aste (il 19 maggio, a Firenze) la “Pianta geometrica” delle tenute del Conte Guido Alberto della Gherardesca

Oggi, chi pensa a Bolgheri, richiama subito alla mente un territorio che va dalle colline al mare trapuntato di vigneti, tra i più “preziosi” d’Italia e tra i più famosi al mondo, e da cui nascono molti dei vini più quotati, con in mezzo l’iconico “Viale dei Cipressi”, quelli che, scrisse il poeta Giosué Carducci, “alti e schietti, van da San Guido in duplice filar” (con il primo cipresso piantato nella prima metà dell’Ottocento dal Conte Guido Alberto Della Gherardesca, partendo proprio dalla Tenuta San Guido, come ha raccontato, a WineNews, il suo discendente Gaddo Della Gherardesca, imprenditore, vigneron e scrittore, che vanta tra i suoi avi i nobili di Bolgheri ed il Conte Ugolino). Ma come avviene spesso nella storia dei luoghi, c’è un prima ed un dopo. E così come c’è una Bolgheri “prima e dopo il vino”, con la costruzione di quello che oggi è un simbolo dell’enologia mondiale iniziata, di fatto, a metà Novecento grazie ai suoi “padri fondatori” (Nicolò Incisa della Rocchetta, che ha consacrato la Tenuta San Guido ed il mito Sassicaia, inventato dal padre Mario Incisa, insieme al grande enologo Giacomo Tachis; Lodovico Antinori, creatore di realtà come Ornellaia e Masseto, oggi del Gruppo Frescobaldi; Piero Antinori, con la splendida Tenuta Guado al Tasso; Pier Mario Meletti Cavallari, fondatore di Grattamacco, oggi del Gruppo ColleMassari; Eugenio Campolmi, che ha creato Le Macchiole oggi guidata dalla moglie Cinzia Merli e dai figli; e Michele Satta, che ha dato vita alla Michele Satta, tra le cantine di riferimento del territorio) che, creando quasi dal nulla grandi aziende, hanno acceso la scintilla di un territorio che ha dato un forte impulso al “rinascimento” moderno del vino italiano, c’è anche una Bolgheri “prima del Viale dei Cipressi”. Ed ora una scoperta cartografica di eccezionale valore storico accende i riflettori sul suo passato, e sarà messa all’asta da Gonnelli Casa d’Aste, la casa d’aste più antica d’Italia, fondata nel 1875, che, il 19 maggio, “annuncia la vendita di un monumentale cabreo manoscritto del 1837, che ritrae le tenute del Conte Guido Alberto Della Gherardesca prima della loro definitiva trasformazione moderna”.
L’opera, firmata dal perito agrimensore Giuseppe Galli, è una “Pianta geometrica” dalle dimensioni imponenti: un insieme di nove tavole applicate su tela che raggiungono i 174 x 144 cm. La mappa, spiega Gonnelli, descrive con estrema precisione catastale le tenute di Bolgheri, Castagneto e Castiglioncello, offrendo uno spaccato unico della proprietà Della Gherardesca, nella prima metà dell’Ottocento.
“Il dettaglio che rende il lotto 175 di straordinario interesse è la sua datazione. Realizzata nel 1837, la mappa cristallizza il paesaggio di Bolgheri prima della messa a dimora del celebre Viale dei Cipressi di San Guido, iniziato solo nella seconda metà del XIX secolo. Si tratta di una testimonianza visiva inedita di un’epoca in cui la trasformazione enologica del territorio era ancora ai suoi albori, guidata proprio dal Conte Guido Alberto, pioniere dei moderni processi agricoli locali”.
L’opera, con una base d’asta di 4.000 euro, sarà battuta a Firenze nell’asta di “Arte Antica, Moderna e Contemporanea”, il 19 maggio, e dove il lotto è attualmente visionabile alla case d’aste Gonnelli. “Spesso tesori di questo rilievo restano conservati per generazioni senza che se ne conosca il reale valore documentale. Il nostro obiettivo è valorizzare la memoria storica del territorio, offrendo ai collezionisti e alle istituzioni locali l’opportunità di preservare un pezzo unico della propria identità”, spiegano da Gonnelli.

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