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Fine wines, prende forza il recupero del Liv-Ex, trainato soprattutto dall’Italia e dallo Champagne

Positivi gli indici nei primi 4 mesi 2026 analizzati da WineNews: Italy 100 n. 1 (+1,4%), volano Giacosa, Conterno, Gaja, Soldera, Masseto, Mascarello
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Fine wines, prende forza il recupero del Liv-Ex, trainato soprattutto dall’Italia

Prende forza, con il traino soprattutto di Italia e Champagne, la nuova fase di crescita del mercato secondario dei fine wines monitorato dal Liv-Ex, che, dopo i primi 4 mesi 2026, vede tutti gli indici principali più o meno marcatamente in positivo. Un andamento che riguarda una nicchia di pochi, prestigiosissimi e ricercati vini, che, ovviamente, non è lo specchio fedele di tutto il vastissimo, complesso e frammentato mercato del vino, ma che, comunque, porta un segnale positivo che può dare un po’ di fiducia nel futuro prossimo. Guardando agli indici, analizzati da WineNews, il Liv-Ex 100 - indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - porta la crescita da inizio anno a +0,6%. Una crescita di cui sono protagoniste diverse etichette italiane, visto che la più performante in assoluto è il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, con una rivalutazione del +16,7% nel 2026, accompagnato, in “top 10”, dal Barolo 2019 di Barolo Mascarello (+11,8%), dal Masseto 2022 di Frescobaldi (+9,5%) e dal 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse (+8,8%).
Seppure con un andamento più altalenante, chiude un primo quadrimestre in positivo, anche se solo del +0,1%, il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici. Dove, a brillare più di tutti, con un netto +1,4% dai livelli di inizio 2026, è proprio l’Italy 100 (+0,8%), indice ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004, ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020, e ancora dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019, e ancora da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Supertuscan, dal Sassicaia della Tenuta San Guido al Solaia ed al Tignanello di Marchesi Antinori, all’Ornellaia e Masseto di Frescobaldi, e, ancora, da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Con il mito Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno a guidare la crescita, con una rivalutazione del +34,2% in 4 mesi, seguito, con crescite tra il +16,7% ed il +11,8%, da Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, 100% Sangiovese Igt Toscana 2012 di Soldera Case Basse, Masseto 2020, Barbaresco 2015 di Gaja, e Barolo 2019 di Bartolo Mascarello.
Tra gli altri sottoindici, si mantiene in salute lo Champagne 50, che, nonostante un aprile piatto, conferma la crescita del +1,1%, mentre faticano, ma restano in positivo, il Liv-Ex Bordeaux 500 (+0,2%) e il Burgundi 150 (+0,2%), mentre continuano a scendere il Rhone 100 (-0,4%), e l’indice Rest of The World 60 (formato dai grandi nomi di California come Dominus, Opus One e Screaming Eagle, del Cile, con Almaviva, di Australia, con il Grange di Penfolds, e di Spagna, con l’Unico di Vega Sicilia), a -1,4%.
Ma, nel complesso, la voglia di fine wines sembra tornare a crescere, e per il settore del vino non può che essere un dato positivo, anche se ancora da consolidare nel resto dell’anno.

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