Piatti volutamente esagerati, abbinamenti tra dolce e salato, sushi servito come un ghiacciolo e dessert ispirati ai fenomeni più virali, ma anche grandi classici e la conferma, allo stesso tempo, delle ricette “cult” dell’estate italiana con un occhio rivolto anche a quelle del passato in chiave nostalgica. Sono le tendenze, diverse, ma complementari, della tavola estiva in Italia nel 2026 fotografate da TheFork, la piattaforma leader online delle prenotazioni al ristorante. In una prima indagine, condotta su un campione di 5.000 utenti a luglio 2026, a guidare la classifica dei trend più diffusi e più indubbiamente più curiosi, indicato dal 31% degli intervistati, ci sarebbe, infatti, il fenomeno del “Freakfood”: ovvero, piatti scenografici e abbondanti, con ingredienti insoliti, decorazioni eccessive e contaminazioni tra preparazioni differenti, dai burger sovraccarichi ai dessert monumentali, in creazioni pensate per attirare l’attenzione prima ancora dell’assaggio.
A seguire - entrambi scelti dal 23% degli intervistati - ci sono gli abbinamenti “Sweet & Savory”, che uniscono nello stesso piatto sapori dolci e salati, portando note sapide nei dessert o ingredienti dolci nelle preparazioni salate, ed i Sushi Push Pops, che reinterpretano il sushi in formato street food, racchiudendolo in un contenitore a pressione simile a quello di un ghiacciolo. “La ristorazione è un settore in continua evoluzione e ogni estate porta con sé nuovi trend e nuovi modi di vivere il ristorante. La ricerca registra, però, una curiosità selettiva: i piatti più visivi e le contaminazioni attirano l’attenzione, mentre i format esperienziali più strutturati parlano a pubblici specifici - commenta Carlo Carollo, Country Manager Italia TheFork - per i ristoratori, l’opportunità è interpretare le novità in modo coerente con la propria cucina, la propria identità e le aspettative degli ospiti”. La ricerca di sapori e formati originali prosegue con il Gelato Alcolico Premium (16%) che porta nella coppetta ispirazioni provenienti dal mondo dei cocktail e dei distillati, e il Dubai Chocolate Everything (15%) che, nato intorno all’abbinamento tra cioccolato, crema al pistacchio e pasta kataifi, ha progressivamente superato i confini della tavoletta per approdare in torte, lievitati, gelati e bevande. Più contenuto l’interesse per la Dirty Soda personalizzata e la Chamoyada messicana (7%). Il cosiddetto “caviale su tutto”, trend nato su TikTok dall’influencer americana di origine ucraina Danielle Zaslavsky, ereditiera di un’azienda familiare che produce caviale, che letteralmente mette le rinomate uova di pesce su qualsiasi cibo, dalla pizza al gelato, dai cetrioli alle patatine, si ferma al 4%.
Ma oltre il piatto, incuriosisce anche la cena-spettacolo: quella che raccoglie maggiore interesse è la “dinner performance”, scelta dal 13% degli intervistati e costruita intorno all’incontro tra cena, musica dal vivo, teatro o altre forme di intrattenimento. Seguono i food tour dedicati alla scoperta delle specialità di una destinazione, le cene organizzate in location non convenzionali e gli chef’s table, che permettono agli ospiti di osservare più da vicino la preparazione dei piatti e interagire direttamente con lo chef.
Nel complesso, spiega TheFork, i risultati raccontano un pubblico attratto soprattutto dalle novità immediate, visive e facili da riconoscere, mentre l’interesse si fa più selettivo quando il pasto lascia spazio a format più strutturati. Non a caso, il 46% degli intervistati dichiara che non proverebbe nessuna delle esperienze proposte. C’è, infatti, chi, dinanzi a piatti senz’altro curiosi, ma quantomeno singolari o bizzarri, continua a preferire le ricette tradizionali e iconiche della cucina italiana che trovano la loro essenza proprio durante la stagione estiva. E questi sono proprio gli italiani (come, peraltro, aveva già raccontato un’altra indagine realizzata da TheFork). In generale il piatto che gli intervistati sono più felici di trovare sul menù, infatti, sono gli spaghetti allo scoglio (51% delle preferenze), largamente in vantaggio su pesce spada alla griglia (13%), vitello tonnato (7%), carpaccio con rucola e grana (6%), e prosciutto e melone (5%).
Ma al contempo resta il fenomeno del “nostalgia food”, un immaginario gastronomico fatto di ricette riconoscibili e sapori familiari, capaci di evocare vacanze, tavolate e ricordi condivisi. Ed ecco allora che piatti simbolo soprattutto degli Anni Ottanta e Novanta tornano oggi nei menù, talvolta riproposti nella loro versione originale, altre volte reinterpretati attraverso tecniche e linguaggi contemporanei: dalla macedonia con gelato al cocktail di gamberi, dalle scaloppine ai funghi al crème caramel, dai gamberoni al whiskey al filetto al pepe verde. “I risultati mostrano come il legame con alcuni piatti vada oltre il gusto e coinvolga ricordi, luoghi e momenti condivisi - conclude Carollo - la nostalgia a tavola non rappresenta soltanto un ritorno al passato, ma può diventare un modo attuale di riscoprire ricette iconiche e raccontarle con una nuova personalità, senza perdere la loro capacità di riportare le persone indietro nel tempo”.
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