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ESTATE

“Effetto Odissea” sulle vacanze 2026: oltre 7 italiani su 10 desiderano tornare al proprio paese

Osservatorio Polara: tra le motivazioni il dolce della nonna, Penelope dei nostri giorni, il pranzo della domenica in famiglia e i piatti tipici
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Ritorno a casa per le vacanze, anche per assaggiare il dolce della nonna

Mentre le radio trasmettono la hit dell’estate - “Al mio paese”, cantata da Serena Brancale e Levante - e le sale cinematografiche sono piene per vedere l’ “Odissea” di Christopher Nolan, per il 75% degli italiani la vera meta estiva desiderata non è una spiaggia patinata o un party affollato, ma il ritorno al proprio paese d’origine, proprio come Ulisse. C’è la voglia diffusa di un viaggio guidato dal bisogno viscerale di ritrovare le proprie radici, con il 39% già pronto a partire ed un 48% sospeso nell’incertezza degli incastri di lavoro. Un’impresa del cuore dove il vero traguardo è la sedia al fresco, riabbracciare la nonna - autentica Penelope dei giorni nostri - e la magia insostituibile dei sapori della memoria. In particolare, sul fronte del gusto, a raccontare meglio il ritorno è proprio il dolce della nonna (22%), seguito dal pranzo della domenica in famiglia (20%) e dal piatto tipico (16%). Tra le icone d’infanzia e di freschezza spiccano la granita e la bibita della propria terra, capaci di superare il gelato, il pane appena sfornato, il caffè del bar storico e altre tipicità. Parola di una ricerca dell’Osservatorio Polara, storica azienda di bevande simbolo della tradizione e del made in Sicily.
È sempre più diffuso un bisogno profondo di ritorno alle radici: un fenomeno che guida la grande maggioranza degli italiani tra incastri di lavoro e incertezza, alla ricerca dei sapori d’infanzia e di quell’umanità che solo la dimensione familiare sa restituire. Lo rivela il monitoraggio dell’Osservatorio Polara, che ha analizzato più di 1.500 conversazioni e testimonianze sul web e sui social focalizzate sulle dinamiche emotive, i desideri e le abitudini degli italiani in vista del grande esodo vacanziero. “Riscontriamo non soltanto dai dati di questo studio, ma anche attraverso i report internazionali, che emerge con sempre più forza una grande voglia di autenticità, soprattutto da parte dei più giovani - afferma Giuseppe Polara, general manager dell’azienda - non è vera nostalgia, ma l’esigenza di ritrovare emozioni vere, sane, in grado di generare quel benessere che tutto ciò che è artificiale non riesce a donare”.
L’indagine quantifica con precisione anche il momento esatto in cui si percepisce di essere davvero “tornati a casa”. Per il 24% del campione il simbolo assoluto è la tavola con tutta la famiglia riunita, seguita dall’abbraccio ai nonni (19%) e dalla serata con gli amici di sempre (17%). Il primo bagno al mare della propria terra si attesta al 13%, seguito dal dolce preparato dalla nonna (10%), dalla passeggiata in piazza o nelle vie del centro (8%), dal bar dove ci si ritrova ogni estate (6%) e dalla festa del paese (2%). Tra i rituali estivi che si desidera di più rivivere guidano le serate con gli amici (22%) e il mangiare tutti insieme in famiglia (18%), seguiti dal giocare a calcetto sulla spiaggia (13%), fare il bagno al mare fino a sera (11%) e passeggiare in piazza (10%). Chiudono la classifica l’andare al bar con gli amici (8%), le feste del paese (7%), la partita a carte con parenti e amici (5%), il guardare il tramonto sul mare (4%) e le grigliate in famiglia (1%). Tra le icone d’infanzia e di freschezza spiccano la granita (13%) e la bibita della propria terra (9%), capaci di superare il gelato della propria città (8%), il pane appena sfornato (6%), il caffè del bar storico (4%) e altre tipicità (2%).
A livello anagrafico, l’effetto nostos rievoca fasi della vita ben precise: il periodo ricordato più spesso con nostalgia è l’adolescenza (46%), seguita dall’infanzia (29%), dalla giovinezza (15%), da più fasi della vita insieme (8%) e infine dalla vita adulta (2%). Tra le emozioni positive che accompagnano questo viaggio prevalgono la nostalgia (28%), la gioia (24%), la serenità (17%), l’attesa (12%), l’emozione (10%) e il senso di appartenenza (5%).
Chi affronta il viaggio non cerca una semplice vacanza, ma quell’umanità e quei sapori tipici della propria terra. La riscopre nello sguardo degli affetti più cari, nei ritmi lenti del paese e nei rituali di una tavola condivisa. Per la Generazione Z l’estate non è più solo sinonimo di destinazioni esotiche o location perfette da condividere sui social: il 31% dei giovani “torna alle origini” per incontrare i nonni, il 24% rientra per vedere gli amici di sempre.
La rilevazione sullo stato d’avanzamento dell’esodo estivo mostra una determinazione ferrea a superare ogni ostacolo logistico: il 39% degli intervistati ha già programmato concretamente il viaggio di rientro, mentre la maggioranza vive un’Odissea di incastri tra ferie e impegni, divisa tra chi lo considera “solo desiderato” (31%), chi “probabile” (17%) e chi non lo ha ancora specificato (8%). Il dato più significativo della rilevazione resta tuttavia la percentuale di chi getta la spugna: solo un risicato 5% dichiara che il ritorno sarà “impossibile quest’anno”, dimostrando come di fronte al richiamo della terra natia quasi nessun ostacolo riesca a fermare il viaggio.
Il bisogno di rientro emerge come un vero e proprio fenomeno di massa: il 54% degli italiani esprime la voglia di tornare a casa in maniera esplicita, a cui si aggiunge un 21% che la manifesta in modo implicito (portando il totale al 75%). Di contro, solo il 18% dichiara di non sentire questo desiderio e il 7% risulta non determinabile.
Quando l'indagine indaga le motivazioni profonde della partenza, emerge una vera e propria necessità di disconnessione: il 26% degli italiani dichiara di voler lasciare alle spalle prima di tutto lo stress del lavoro, seguito dalla routine quotidiana (22%), dagli orari e impegni (17%) e dal traffico cittadino (14%). Completano il quadro la ricerca di tregua dalle responsabilità (10%), dalla solitudine (7%) e dalla frenesia digitale (4%). A far scattare la molla del rientro sono la stagionalità e i trigger emotivi: se l’arrivo dell'estate (31%) e l’avvicinarsi delle ferie (22%) fungono da sveglia sul calendario, una spinta decisiva arriva da un ricordo improvviso (10%), da una foto del paese (9%) o da una telefonata con la famiglia (7%). Seguono il caldo (6%), i social network (5%), la ricerca di un sapore (4%), il vedere altre persone che tornano (3%), una festa tradizionale (2%) e persino una canzone (1%).
I dati dell’indagine tracciano la mappa completa delle relazioni che muovono il ritorno a casa, senza tralasciare alcuna componente affettiva. Se la figura della nonna resta il fulcro emotivo principale indicato dal 42% del campione, la presenza dei genitori rappresenta la motivazione primaria per il 31% degli italiani. A completare il quadro si posizionano gli amici d’infanzia e di sempre (19%), mentre il restante 8% indica come meta prioritaria altri parenti o la comunità locale. La spinta al rientro si conferma un ecosistema di affetti articolato, dove ogni figura familiare e sociale svolge un ruolo preciso nel riannodare i fili con le proprie origini.

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