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A valle dell’acquisizione di Whole Foods Amazon chiude la sua sezione enoica “Amazon Wine”. Il motivo? La legislazione USA delle “tied-house laws”, che impedisce a un rivenditore di alcolici di ricevere pagamenti da fornitori in cambio di pubblicità

Si chiude, dopo quasi diciassette anni di tentativi, il tentativo di Amazon di divenire un punto di riferimento - quantomeno negli States - nel mercato della rivendita online di vino: la multinazionale di Jeff Bezos ha infatti informato i fornitori della propria piattaforma “Amazon Wine” che la sezione enoica del suo store chiuderà i battenti col finire del 2017. Ma non certo di un abbandono si tratta, dato che il colosso globale dell’ecommerce continuerà a vendere vino, ma dal 2018 tramite i suoi servizi di vendita Amazon Fresh e Prime Now, e soprattutto sfruttando la rete logistica e commerciale di Whole Foods, la catena di supermercati acquisita pochi mesi fa per quasi 14 miliardi di Dollari.
Come riportato, tra gli altri, da “Wine Spectator” (www.winespectator.com) e da “RE/Code” (www.recode.net), il motivo di questa decisione è dovuto al quadro normativo, a tratti non privo di aspetti bizantini, che disciplina la vendita di alcolici, e i rapporti tra venditori e fornitori, nell’Unione. Nello specifico, le cosiddette “tied-house laws” impediscono a un venditore di bevande alcolici di ricevere pagamenti dai propri fornitori in cambio di pubblicità e/o visibilità, ed è proprio questo il modello di business che Amazon, a partire dal 2012, ha adottato, aggirando la necessità di procurarsi le necessarie autorizzazioni per vendere alcolici e “limitandosi”, per così dire, a offrire ai singoli venditori l’uso della propria piattaforma, in cambio di una percentuale del 15% su ogni transazione.
Un modello di business che aveva trovato una propria ragion d’essere, ma che non è più sostenibile, dato che l’acquisizione di Whole Foods ha portato in dote ad Amazon anche la licenza di vendere alcolici in più Stati americani: la scelta era quindi obbligata, e, a conti fatti, molto semplice, visto che il volume d’affari delle vendite di alcolici di Whole Foods è con ogni probabilità ben più ampio di quello raggiunto da Amazon Wine. E c’è da scommettere che, a valle della soppressione della piattaforma enoica, la multinazionale abbia ogni intenzione di sfruttare al massimo la rete commerciale di oltre 340 punti vendita della catena di supermercati per “agganciarsi” il più possibile al mercato enoico statunitense, che è ancora di gran lunga il più importante del globo.

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