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“Abbiamo fatto una cosa tanto desiderata, tanto voluta e tanto cercata”: così Lamberto Frescobaldi sancisce l’arrivo in Chianti Classico della storica famiglia toscana, con i primi vini prodotti nella Tenuta Perano

“Abbiamo fatto una cosa tanto desiderata, tanto voluta e tanto cercata”. Lamberto Frescobaldi, presidente dell’azienda omonima che conta sette tenute in Toscana, comincia con questa dichiarazione d’amore la presentazione della Tenuta Perano, ultima arrivata nella casa di una delle famiglie più grandi del vino italiano, che ne segna l’ingresso ufficiale, con “proprie radici”, nel territorio del Chianti Classico.

“Oggi tagliamo un nastro - ha detto Lamberto Frescobaldi a Milano, nella location del Museo della Scienza e della Tecnica - e lo facciamo come Re Artù, che fu il più avveduto e mise tutti a una tavola rotonda, senza capotavola. Così siamo anche noi”, volendo così significare che non esiste una tenuta più importante di un’altra. Non la più antica, Pomino nata nel 1.052, né Nipozzano, dove Lamberto è cresciuto fino a undici anni, o CastelGiocondo a Montalcino, o l’Ammiraglia, in Maremma.

Eppure Perano ha un gusto particolare, quel “piacer figlio d’affanno” di leopardiana memoria. “Questa azienda la vide anche mio padre negli Anni Sessanta - racconta - era già importante e più grande di quello che è adesso. Nel 1992 andai a vederla, ma era un periodo in cui si sentiva ancora la crisi della metà degli Anni Ottanta. Ci tornai ancora nel 2008 con Niccolò D’afflitto (enologo di Frescobaldi, ndr), ma ci chiesero una cifra di quelle fenomenali. Sembrava una di quelle fidanzate molto difficili. Poi ci richiamarono per una stima, per un affitto quando era finita in amministrazione controllata. Così siamo arrivati in questa meravigliosa azienda a marzo 2014 e abbiamo impiegato un anno per comprenderne ed esaltarne le peculiarità e le potenzialità” (www.frescobaldi.com).
L’acquisto, come già riportato da WineNews, arriva nell’autunno dell’anno scorso attraverso un’asta pubblica. La tenuta a San Donato in Perano, tra Gaiole in Chianti e Radda, una delle zone più vocate della denominazione del Gallo nero, è finalmente presa per 13,3 milioni di euro. In tutto sono 250 ettari, 60 vitati, di cui 52 di Chianti Classico esposti a Sud, che si aggiungono ai 1.200 ettari delle altre sei tenute di Frescobaldi. Che così, dopo tanto aspettare, farà il suo Chianti classico. Non un prodotto, ma un sogno di lunga data. In distribuzione, ora, in Italia, è arrivata l’annata 2015, con la Docg e la Docg Riserva. “Un’annata straordinaria - dice l’azienda - per intensità di profumi e ricchezza di tannini. L’inverno, rigido e ricco di precipitazioni, è stato caratterizzato da gelate intense e molta neve. L’aumento delle temperature primaverili ha permesso alle viti di germogliare in anticipo e ha favorito lo sviluppo della superficie fogliare con una parete vegetativa molto estesa e completa. La vendemmia è iniziata a metà settembre con il Sangiovese, da vigneti più giovani con uve di eccezionale sanità e qualità. La raccolta è poi proseguita dal 21 settembre con il Sangiovese dai vigneti più maturi”.

D’Afflitto decanta così le doti di questi vigneti: “l’altitudine compresa tra i 400 e i 600 metri inizialmente mi aveva perplesso, ma non avevo calcolato l’effetto anfiteatro. A Perano riesco ad avere la peculiarità dei vini di altimetria, ma anche delle zone più basse”. L’esposizione a sud-ovest e soprattutto la forma ad anfiteatro dei vigneti - spiega l’enologo - favoriscono l’insolazione e concentrano il calore: l’estate è caratterizzata da un clima secco e asciutto, mentre settembre da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte”.

E l’infrastruttura è di prima qualità. “Il vecchio proprietario sapeva che non avrebbe potuto pagare nessuno - scherza D’Afflitto - e forse per questo aveva fatto le cose per bene. Le botti in rovere di Slavonia erano state appena comprate. I vigneti hanno i cloni giusti, il tecnico molto capace che aveva fatto le cose al meglio. Tutti i serbatoi sono in acciaio. In questa azienda ho trovato il meglio del meglio”.

Non rimane che degustare i frutti di questo lavoro con l’annata 2015 e attendere il 2019, quando dovrebbe essere lanciato vino di riferimento: la Gran Selezione.

Le spedizioni delle prime bottiglie partiranno dopo il Vinitaly, mentre per l’estero - cominciando da Stati Uniti, Germania, Austria e Svizzera - il calcio d’inizio è previsto dopo l’estate. L’azienda conta di vendere 80.000 bottiglie di Chianti Classico e 15.000 di Riserva, e di salire, entro tre anni rispettivamente a 200.000 e 40.000. Con queste stime, il fatturato di gruppo - sui 105 milioni di euro nel 2017 - dovrebbe aumentare di 2,5 milioni.

E sul fronte di nuove acquisizioni, magari in altri territori di Toscana, e anche all’estero, Lamberto Frescobaldi, a WineNews, spiega: “abbiamo fatto tanti investimenti negli ultimi anni, ora dobbiamo mettere a sistema tutto quello che abbiamo e curare tutto nel migliore dei mondi, quindi per ora non guardiamo a nulla di più, in particolare. Poi chiaramente se si presenteranno delle situazioni particolari, valuteremo di volta in volta”.

Fausta Chiesa

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