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ACCORDI INTERNAZIONALI

Ad un anno dall’entrata in vigore, il Ceta sotto attacco della Coldiretti, Federvini lo difende

L’accordo di libero scambio tra Ue e Canada tra gli ultimi dati sull’italian sounding e le prospettive future
CANADA, CETA, FEDERVINI, vino, Italia
Un anno dopo l’entrata il vigore del Ceta

In un’epoca di grandi tensioni, in cui il commercio internazionale subisce pressioni politiche che non si vedevano dai tempi della Guerra Fredda, tra dazi e contro dazi sull’asse Usa-Cina e rapporti ancora limitati tra Ue e Russia, anche gli accordi commerciali, che dovrebbero stimolare i rapporti tra Paesi, finiscono nel mirino, ma non di tutti. Ad un anno dall’entrata in vigore del CETA, nato per semplificare ed accelerare gli scambi tra Unione Europea e Canada, resiste la dura critica della Coldiretti, che punta il dito sui dati dell’italian sounding, sottolineando come l’accordo non sia ancora in grado di difendere e tutelare le tipicità del Belpaese, visti ad esempio i 5,6 milioni di chilogrammi di “parmesan” sugli scaffali canadesi nei primi sei mesi del 2018. E non sono di conforto i numeri, con il comparto dei formaggi, i prodotti più richiamati, o imitati, che cresce “solo” del +13%, contro il +20% del primo semestre 2017. Dati che non sorridono neanche al comparto vino, con le esportazioni in leggero calo (-0,5%) nello stesso periodo, ma che non preoccupano affatto il settore, anzi. Federvini, infatti, sottolinea come “l’accordo commerciale con il Canada ed in generale una politica attenta agli accordi commerciali sono determinanti per il nostro export, soprattutto nel medio e lungo periodo”. Aggiungendo, per bocca del presidente Sandro Boscaini, che “le statistiche vanno sempre interpretate e valutate in relazione a tutti i possibili fattori che le compongono e influenzano. Guardando all’export verso il Canada nel primo semestre 2018 a valore la contrazione è decisamente contenuta - parliamo di un -0,5% - e in buona parte collegabile a problemi di commercializzazione in Canada, anche proprio in funzione dell’entrata in vigore del CETA: la fase di attesa finale, la decisione e il momento di avvio, sono tutti elementi che intervengono durante cicli commerciali definiti e talvolta consolidati nel tempo. E non dimentichiamo che nello stesso periodo abbiamo avuto anche delle oscillazioni importanti nei valori di cambio delle valute”. Se valutiamo l’aspetto qualitativo rispetto al quantitativo, è utile ricordare come i vini Dop, nel periodo gennaio - aprile 2018 - abbiano avuto un’impennata nell’export verso il Canada del 10%, mostrando una rimodulazione importante della domanda dei vini tricolore. Ed il CETA, ricorda ancora Federvini, “sarà efficace anche per superare le complessità amministrative del sistema distributivo per la presenza dei monopoli, anche provinciali, che provvedono a controlli, stoccaggio e successiva commercializzazione e distribuzione tramite reti controllate. Un sistema, come si vede, alquanto costoso e farraginoso sul quale l’accordo ha iniziato ad intervenire. Senza l’accordo rischieremmo di perdere questa opportunità”.

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