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ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO STORICO DEL MONFERRATO ATTRAVERSO IL MONDO DI BACCO, CON “VINO A CORTE” (CASTELLO DI GABIANO, 13 MAGGIO), KERMESSE DEDICATA ALLA CULTURA DEL VINO. SPECIAL HAPPENING: ASTA DI VINI, CONDOTTA DA GELASIO GAETANI D’ARAGONA

Alla scoperta del patrimonio storico e ambientale del Monferrato attraverso il mondo di Bacco, con “Vino a Corte”, la kermesse, che sarà di scena il 4 maggio a Milano nello Spazio Luisa Beccaria, e che sarà di scena alla cantina Castello di Gabiano ad Alessandria il 13 maggio, dedicata al rapporto con la terra, all’amore per i vigneti, alla cultura del vino e alla bellezza naturale che si traduce nei vini dell’azienda. Che per l’occasione saranno protagonisti dell’happening punto di forza dell’evento: l’asta di vini condotta dal “professionista istrionico” del vino Gelasio Gaetani d’Aragona (info: www.castellodigabiano.com).
L’evento nasce dalla volontà dei marchesi Cattaneo Adorno, proprietari del Castello di Gabiano e dell’azienda vinicola, ma anche “mecenati del territorio”, di aprire le porte a cittadini, professionisti, imprenditori, manager ed industriali per far scoprire il patrimonio storico e ambientale che fa da sfondo alla cantina e quindi alla produzione dei suoi vini. Sarà proprio l’asta di vini, condotta da Gelasio Gaetani d’Aragona, il punto di forza dell’evento e il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione Francesca Rava - Onlus a sostegno dell’Ospedale Pediatrico Saint Damien ad Haiti.
L’evento al Castello di Gabiano, sarà un susseguirsi di appuntamenti tra visite, corsi e workshop dedicati alla cultura del vino, tra cui l’incontro “In vino veritas: il rapporto positivo tra passione e investimenti”, seminario a tema sul connubio tra il prodotto vinicolo e gli investimenti con il vice direttore generale di Banca Generali Giancarlo Fancel e il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri. Non mancheranno una tavola rotonda sulla nascita di un’etichetta, la lezione di enologia e analisi sensoriale a cura dell’enologo Mario Ronco, le visite alle cantine storiche e al caveau delle bottiglie antiche del Castello di Gabiano e un percorso itinerante alla scoperta della tradizione enogastronomica del territorio.

Focus - Il Castello di Gabiano in un ritratto
Situato in posizione dominante sulla valle del Po, il Castello di Gabiano, tra i più antichi e i più vasti del Monferrato, viene citato dalle fonti già nell’VIII secolo. Da sempre luogo di rilevante importanza strategica ed economica, questo imponente maniero è stato da tempo teatro di assedi e di guerre, passando attraverso i Montiglio, i Gonzaga fino ad arrivare al Duca Ferdinando di Mantova il quale, nel 1622, lo cede ad Agostino Durazzo Pallavicini concedendogli il titolo di Marchese di Gabiano. Il restauro del Castello, iniziato nel 1908 dal Marchese Giacomo Durazzo Pallavicini, verrà portato a compimento nel 1935 dalla Marchesa Matilde Durazzo Pallavicini dei Principi Giustiniani. Oggi l’opera prosegue, dopo un’attenta ristrutturazione rispettosa dell’ambiente, che coniuga le attuali conoscenze dell’enologia con il rispetto della tradizione, da Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani, insieme alla sua famiglia.

La curiosità - Il labirinto del Castello di Gabiano: un monumento storico
Il labirinto del Castello di Gabiano, monumento storico, costituisce uno dei rarissimi esempi documentati nell’ambito dei giardini storici del Piemonte. Progettato dall’architetto Lamberto Cusani nei gli anni Trenta del Novecento, periodo in cui l’ormai affermato gusto paesaggistico si integrava con giardini formali, il labirinto racchiude una molteplicità di significati - viaggi mitologici, religiosi, filosofici, matematici - e si colloca nell’ambito del progetto di restauro del Castello millenario, portato a compimento nel 1935 dalla Marchesa Matilde Durazzo Pallavicini. L’ubicazione del labirinto nel cuore del parco enfatizza il contrasto tra le linee rigide e geometriche dell’impianto e il parco naturale richiamando il concetto medievale di selva come labirinto naturale (parco) e labirinto come selva artificiale dove la natura è rigorosamente manipolata e controllata dall’uomo. La vita del labirinto va tutelata in quanto di delicata manutenzione, costituito da esemplari secolari di buxus sempervivirens.

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