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Argentina, vendemmia abbondante … Brasile del vino, realtà anche grazie agli italiani … In Perù rinasce la vitivinicoltura … Usa: impatto vite e vino in economia … Château Pichon Longueville è dello champagne Roederer
di Andrea Gabbrielli

- Argentina, nel 2007, vendemmia abbondante
Le prime stime della vendemmia realizzate dall’Istituto Nacional de Vitivinicoltura de Argentina prevedono un aumento del 6% rispetto alla produzione del 2006. La regione in cui è previsto il raccolto più abbondante (+12%) è quella di San Juan (8.935.971 quintali) mentre nella zona di Mendoza, la crescita sarà compresa tra il 4 e i 5% (19.914.940 quintali). Infatti le due regioni, da sole, rappresentano il 94% della produzione nazionale del paese. L’incremento si deve principalmente all’andamento climatico favorevole, alla scarsa incidenza delle malattie e all’entrata in produzioni di nuovi vigneti. Attualmente la viticoltura argentina sta vivendo un periodo particolarmente favorevole: le esportazioni sono aumentate del 22% negli ultimi 12 mesi anche se il prezzo delle uve continua a rimanere molto basso.

- Il Brasile del vino è una realtà anche grazie agli italiani
Il Brasile oggi conta su circa 50.000 ettari di vigneto e una produzione tra vini e succhi d’uva di 3,6 milioni di ettolitri. Le varietà più coltivate sono Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Tannat, Malbec, Pinotage, Gamay, Syrah, Alicante Bouchet, Chardonnay, Riesling, Gewürztraminer, Trebbiano, Prosecco e molte varietà di Moscato. Il paese è un mosaico di nazionalità e di culture diverse che hanno contribuito a creare un’unica dinamica identità nazionale e il vino non sfugge a questa logica. I primi a portare la coltura della vite furono i Portoghesi nel XVI secolo. Poi arrivarono gli spagnoli e i tedeschi ma il vero e proprio boom della viticoltura iniziò nel 1875 quando gli italiani si stabilirono a Serra Gaucha. Da allora questa zona del Rio Grande do Sul, grazie ai viticoltori italiani, è la più importante area vitivinicola del Brasile. Ora sullo scenario si stanno affacciando anche la regione Campanha, sempre in Rio Grande do Sul e le regioni semi-aride della vallata del fiume São Francisco negli stati di Bahia e Pernambuco dove negli Ottanta sono stati impiantati dei vigneti che si stanno dimostrando degli ottimi investimenti.

- Perù, la rinascita della vitivinicoltura
In Perù, la superficie vitata si estende per 12.500 ettari nei quali vengono coltivate uve come Chenin blanc, Sémillon, Sauvignon blanc e Ugni blanc. Dopo essere stato uno dei primi paesi vitivicoli del Sud America, negli anni Settanta ha sofferto a causa della riforma agraria imposta dopo il golpe militare di Juan Velasco Alvarado che smembrò quasi completamente le proprietà delle vecchie aziende tradizionali. Oggi la situazione è in netta ripresa e, grazie ai produttori di qualità e di antica tradizione come Viña Tacama (anno di fondazione 1540), Bodegas y Viñedos Tabernero (fondata nel 1897), Bodega Santiago Queirolo (fondata nel 1880) e Viña Ocucaje (fondata nel 1898 dagli imprenditori di origini italiana Zunini e Osella, dal 1932 è di proprietà della famiglia Rubini, ndr), il vino sta recuperando il terreno perduto. Le basi per la rinascita sono state poste negli anni Novanta quando furono ammodernati i vigneti e aggiornate le tecnologie di cantina rimaste agli anni Quaranta. Attualmente le esportazioni peruviane di vino ammontano a 20 milioni di dollari. Nel 2006, fra gennaio e ottobre, il 72% del totale esportato è andato negli Usa, leader tra i paesi importatori, seguito da Regno Unito, Cile, Giappone, Belgio, Canadà, Svizzera, Panama, Brasile, ecc. Secondo Adex (Asociación de Exportadores) l’industria vitivinicola peruviana si sta espandendo nonostante la scarsa produzione nazionale favorisca le importazioni. Da segnalare una presenza molto forte dei sofisticatori, una vera e propria industria parallela che secondo alcune stime arriva a quasi il 50% del mercato vitivinicolo.

- Usa, l’impatto della vite e del vino nell’economia
Secondo le stime della Mkf Research Llc, la vite e il vino pesano nell’economia americana per 162 miliardi di dollari. La ricerca è stato effettuata con la collaborazione di Wine America, Wine Institute, Winegrape Growers of America e la National Grape and Wine Iniziative, con il coordinamento della New York Wine & Grape Foundation. Negli Usa sono impegnati a tempo pieno nel settore vitivinicolo 1.1 milioni di persone. Nel settore agricolo i produttori di uva censiti sono 23.856 mentre la superficie coltivata è di 934,750 acri (1 acro=0,40 ettari). Le wineries in attività, presenti nei 50 stati, sono 4.929 (dato 2005), quando appena pochi anni fa erano 2.904 (dato 2000) ed esprimono vendite per 11.4 mld di dollari e 9.8 mld di vendite al dettaglio e nei ristoranti. Il “turismo del vino” ha numeri importanti che si stimano in 27.3 milioni di visitatori che acquistano gadgets e vini per 3 mld. Dalla vendita al minuto dei succhi d’uva e derivati arrivano 2,8 miliardi di dollari somma di poco inferiori ai ricavi dell’uva da tavola, 3 mld. mentre la vendita delle uve è pari a 560 milioni di dollari. Le tasse locali e statali pagate dalle aziende ammontano 8 miliardi di dollari, quelle federali a 9.1. Il panorama offerto dalla ricerca conferma, secondo Mike Thompson del Congressional Wine Caucus, che la vitivinicoltura americana è un catalizzatore economico con un enorme potenziale di crescita per tutti i 50 stati dell’Unione.

- Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande è di proprietà dello Champagne Roederer
Dal 1 gennaio 2007 Pichon Longueville Comtesse de Lalande, il mitico château di Pauillac è di proprietà dello Champagne Roederer. Il contratto tra le famiglie di May-Eliane de Lencquesaing che negli ultimi trent’anni ha diretto l’azienda bordolese e il gruppo familiare della Champagne di Frédèric Rouzaud, comprende anche Château Bernadotte, un cru bourgeois che deve il suo nome all’omonimo maresciallo di Napoleone, divenuto poi Re di Svezia. I nuovi acquisti si vanno ad aggiungere a Châteaux de Pez e Haut-Beauséjour e alle proprietà dello Champagne Deutz, alla cantina Delas Frères nella valle del Rodano, ai Domaines Ott in Provenza, al Porto Adriano Ramos Pinto e alla californiane Roederer Estate e Scharffenberger Cellars.

Andrea Gabbrielli

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