Il Brunello di Montalcino 2021 possiede bagaglio aromatico dal rigoglioso fruttato maturo, con tocchi di erbe aromatiche, fiori appena appassiti e spezie. In bocca il sorso è pieno e polposo, con i tannini ben coperti a scandire uno sviluppo articolato e dal finale intenso, ancora su rimandi fruttati. Caprili, a partire dai 20 ettari vitati di proprietà - divisi negli appezzamenti di “Vigna Madre”, “Ceppo Nero”, “Testucchiaia”, “Vigna Quadrucci”, “Vigna del Pino” e “Palazzetto”, posti nel quadrante sud-occidentale della denominazione - produce un totale di 160.000 bottiglie annue. L’azienda è guidata, fin dalla sua fondazione datata 1965, dalla famiglia Bartolommei, che ha iniziato a commercializzare i suoi Brunello a partire dall’annata 1984. Oggi a guidarne le sorti c’è Giacomo Bartolommei, attuale presidente del Consorzio del Brunello, che continua a sfornare vini dalla cifra stilistica tendenzialmente solida, capace di mixare potenza, vitalità e sapore, con accenti spiccatamente mediterranei. Un risultato che arriva da una maturazione, prevalentemente in legno grande dei vini ottenuti nelle varie parcelle, e che si riflette in un portafoglio etichette, evidentemente all’insegna della produzione a denominazione, dai toni solari e generosi, in grado anche di esprimere articolazione e chiaro-scuri. Vini in generale ben centrati, dove i tratti del Sangiovese più verace dettano la chiave di lettura fondamentale.
(fp)
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