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Coldiretti: a febbraio 2022 l’export made in Italy in Russia segna il +18,8%. La guerra cambia tutto

I dati Istat raccontano l’ultimo mese di normalità. Le sanzioni, che colpiscono vini pregiati e tartufi, avranno ripercussioni sulle élite di Mosca
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Il mercato russo a febbraio 2022

Balzano del +18,8% le esportazioni made in Italy in Russia nel mese che ha preceduto la scure delle sanzioni Ue che hanno colpito soprattutto i beni di lusso, particolarmente apprezzati dal Paese di Putin. Emerge dall’analisi Coldiretti sul commercio estero verso Mosca, sulla base dei dati Istat di febbraio 2022, che evidenziano peraltro un boom del +252,2 % delle importazioni in Italia da Mosca. Il risultato - sottolinea la Coldiretti - è un saldo commerciale negativo per l’Italia nel mese, pari a 2,1 miliardi, determinato dalle tensioni internazionali culminate nell’invasione dell’Ucraina scattata il 24 febbraio. Un deficit che potrebbe diminuire drasticamente con il braccio di ferro in corso sulle forniture di gas. Le sanzioni dell’Unione Europea scattate a marzo, oltre al blocco dell’import di acciaio, hanno colpito anche i consumi e le abitudini dell’elite russa che ama il lusso europeo come prodotti della moda, automobili costose e vini di pregio.

Tra i prodotti alimentari made in Italy più venduti in Russia - ricorda la Coldiretti - ci sono infatti prodotti come il vino e gli spumanti, per un valore attorno ai 150 milioni di euro, il caffè per 80 milioni di euro, l’olio di oliva per 32 milioni di euro, e la pasta per 27 milioni di euro. In particolare, l’Italia è il primo Paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato del 30%, davanti a Francia e Spagna, ed ha registrato nel 2021 un boom della domanda di spumanti, a partire da Prosecco e Asti, ma tra le denominazioni più apprezzate ci sono anche i vini Dop toscani, siciliani, piemontesi e veneti.

Secondo l’analisi Coldiretti, la scelta di impedire, con le sanzioni Ue successive all’invasione dell’Ucraina, sole le vendite di prodotti sopra i 300 euro ad articolo, va a colpire una selezione ristretta di vini italiani (con l’esplicita esclusione del solo Prosecco), come ad esempio alcune bottiglie di Sassicaia, Barolo, Amarone e Brunello di Montalcino, che possono in alcuni casi superare il limite. A rischio anche il pregiato tartufo italiano, particolarmente apprezzato dai russi, con un aumento delle esportazioni del 53%, per un valore di ben 30,2 milioni di euro, come rivela ancora l’analisi della Coldiretti su dati Istat nel 2021 sugli effetti della blocco alle esportazioni di beni di lusso verso la Russia nell’ambito del quarto pacchetto di misure adottate pubblicate dal Regolamento (Ue) 2022/428.

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