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TUTELA

Dallo Champagne al Prosecco, se il mondo non riconosce (e copia) le denominazioni

Le bollicine “usurpate” dai produttori australiani. Dalla ProWein l’impegno del Ministro Centinaio per la tutela delle produzioni italiane
CENTINAIO, PROSECCO, PROWEIN, Mondo
Il Ministro Centinaio ed il presidente del Consorzio Prosecco Stefano Zanette

Quella del riconoscimento delle denominazioni d’origine fuori dai confini dell’Unione Europea è una delle battaglie più stringenti per difendere le produzioni enoiche del Vecchio Continente da imitazioni e vere e proprie usurpazioni commerciali. Una battaglia che si gioca su più piani e più Paesi, ma che riguarda ancora un gran numero di vini, dallo Champagne, la cui denominazione non è ufficialmente protetta né in Usa né in Russia, ossia due mercati tutt’altro che secondari, al Prosecco, che da anni è impegnato su un fronte ben più caldo, quello dell’utilizzo improprio del nome “prosecco” da parte dei produttori australiani. Tema tornato d’attualità alla ProWein di scena Düsseldorf, luogo d’incontro ideale tra i produttori di ogni angolo del mondo, da dove il Ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha voluto rassicurare il presidente del Consorzio del Prosecco, Stefano Zanette, ribadendo che “la difesa delle nostre denominazioni è una delle priorità di questo Governo. L’impegno del Ministero nei confronti della tutela della denominazione Prosecco, nell’ambito degli accordi bilaterali dell’Ue, sarà massima”.

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