A dieci anni dall’introduzione della Riserva Cannubi 1752, etichetta simbolo della filosofia produttiva, della passione e della ricerca di Damilano, l’annata 2018 si conferma come incontro tra terroir e arte enologica. La storica cantina delle Langhe affonda le sue origini a fine Ottocento, quando Giuseppe Borgogno, bisnonno degli attuali proprietari, decide di dedicarsi alla coltivazione e vinificazione delle uve di proprietà. Ma è solo 2008 che viene introdotta Riserva Cannubi 1752, etichetta che nasce per valorizzare il nucleo storico dei vigneti di Cannubi, quello con oltre cinquant’anni di vita: due ettari vitati situati sulla parcella più alta e centrale del cru dove le marne e le arenarie presenti nel suolo donano al vino ricchezza aromatica, la sabbia la finezza, il calcio e l’argilla la struttura e il corpo. Fin dalla denominazione, l’etichetta rende omaggio al territorio di provenienza richiamando l’anno inciso sulla più antica bottiglia conosciuta delle Langhe, oggi custodita a Bra, su cui era già presente il riferimento al cru. Prima di arrivare allo scaffale Riserva Cannubi 1752 riposa sette anni (60 mesi in botti grandi e altri 24 mesi in bottiglia). Il risultato è un Barolo aristocratico, che sprigiona profumi di ciliegia e prugna, aromi di viola e rosa e note speziate, in perfetto equilibrio sia al naso che nel calice. E promette una evoluzione ancora più interessante in futuro.
(Cinzia Meoni)
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