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Degustazione Vinitaly2018 - Cinque vini per cinque terroir di Langa: come Ceretto ha “liberato” il Nebbiolo dai legami che non siano quelli con terra e luoghi in cui nascono i suoi vini. Da Barolo a Barbaresco cinque etichette coerenti e riconoscibili

Italia
La degustazione di Vinitaly 2018: cinque vini per cinque terroir di Langa by Ceretto

Non si tratta di una “rivoluzione” ma piuttosto di una “rivelazione”. Potremmo riassumere così il corso impresso dalla nuova generazione dei Ceretto ad una delle cantine storiche di Langa e non solo, che decisamente ha virato verso la produzione di vini di territorio, anzi di luogo, rigorosi e puri. Una specie di “liberazione” del Nebbiolo dai legami che non siano quelli con la terra e i luoghi dove vengono prodotti i vini a base di questo nobile vitigno, declinato classicamente in purezza. Non che Ceretto non avesse a cuore il territorio e la produzione di etichette legate ai Cru di Langa. Anzi. È stata una delle prime aziende a crederci e una che vinifica da sempre alcuni dei Cru più significativi sia di Barolo che di Barbaresco (www.ceretto.com). Si tratta, se mai, di uno step ulteriore in questa direzione, che suggerisce perfino un superamento delle “Mega” (Menzioni Geografiche Aggiuntive) appena varate dal Consorzio Barolo-Barbaresco. Una ricerca che si spinge verso vini “nudi”, cioè essenziali e legati esclusivamente alle particolarità di alcuni luoghi-territori.
Ecco allora un Barolo Prapò 2014 capace di svelarsi come un Barolo di Serralunga dalla finezza inaspettata. Complice l’annata, certo, ma anche la volontà di lasciar esprimere il Nebbiolo senza dover rincorrere modelli provvisori. I profumi sono delicati e incrociano la cannella, le erbe di campo e note leggere di fragola. In bocca, il vino è delizioso, vivace, sottile e sapido.
A confermare questa scelta rigorosa, due Barbaresco, che, in un gioco quasi di sovrapposizioni, sembrano diventare dei Barolo. Anche in questo caso la causa principale è l’andamento del 2014, favorevolissimo per il Barbaresco, più complicato per il Barolo. Il Barbaresco Bernadot 2014 continua a rappresentare un Cru di Treiso dalle potenzialità ancora non sufficientemente riconosciute. Eppure, si tratta di un vino dalla personalità decisa e dal sorso profondo quanto fragrante e tendenzialmente dritto e continuo.
Più note le potenzialità del Barbaresco Asili 2014 nettamente balsamico e dalla bella nota mentolata in evidenza con progressione gustativa piena e tendenzialmente elegante.
Che dire del Barolo Bricco Rocche 2008? I suoi tratti aromatici nascondono un frutto ancora turgido tra cenni di radici e liquirizia, mentre in bocca il vino possiede un frutto ancora croccante e una bella sapidità.
Altrettanto intrigante il Barolo Cannubi San Lorenzo 2008, dagli aromi balsamici netti e prolungati a rifinire un fruttato che lascia il posto con il passare del tempo a note floreali e di terra. Palato di eleganza assoluta e di grande profondità, appena segnato da toni boisé sul finale.

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