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TURISMO DEL VINO

Degustazioni all’aria aperta, trekking e “terapia del paesaggio”: come riparte il turismo del vino

La “ricetta” del nuovo wine tourism secondo Donatella Cinelli Colombini, donna del vino e pioniera del turismo tra vigneti e cantine
DONATELLA CINELLI COLOMBINI, EMERGENZA CORONAVIRUS, ENOTURISMO, Italia
Donatella Cinelli Colombini

Dopo più di due mesi di chiusura forzata, la ripartenza sarà un’occasione per ripensare tante dinamiche, economiche, sociali, e turistiche. Turismo del vino compreso: negli ultimi anni l’enoturismo è cresciuto, con sempre più visitatori internazionali attirati nei grandi territori del vino italiano, in cerca di esperienze sempre più originali e creative, con lo scopo di conoscere le tipicità del luogo, in termini di cucina tipica, e produzione enoica. Così, sempre più cantine sono diventate anche luogo in cui accogliere i turisti, cosa che, però, per almeno qualche tempo, non sarà più possibile fare come fatto fino a prima della pandemia di Coronavirus. La riapertura sarà, quindi, un’occasione per ripensare il modo di fare turismo del vino, più organizzato e meno last minute, ma certamente non meno emozionante. L’emergenza Covid-19, secondo un’indagine condotta dal Movimento Turismo del Vino in Italia, ha picchiato duro contro il turismo enogastronomico, ed in particolare con le cantine, che nell’87% dei casi si sono dichiarate molto danneggiate soprattutto in termini di vendita (91%) e di presenze dirette in cantina. Il settore enoturistico dunque, appare come uno dei più colpiti, con il 77% delle cantine che ha già messo in conto di dover compiere enormi sforzi per rientrare in carreggiata.
Tuttavia ripartire è possibile, con qualche novità che potrebbe portare ad una rivalorizzazione di aspetti ad oggi ritenuti secondari. Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine Aperte e del Movimento del Turismo del vino (e produttrice di Brunello di Montalcino, con Casato Prime Donne, e in quel territorio della Valdorcia, patrimonio Unesco) e pioniera di quel turismo che mette al centro vigneti, cantine e vino, per riportare il sole sul settore, ha in mente una ricetta ben precisa: “Più sport all’aria aperta - sostiene - più panorami e meno botti nella wine hospitality al tempo del Covid. I wine lovers si dovranno abituare a prenotare la visita nelle aziende di produzione ma, probabilmente, ne troveranno molte di più aperte nel week end e all’ora di pranzo”.
La proposta di un turismo alterativo e diretto a luoghi verdi, poco affollati, dove praticare sport all’aria aperta dovrebbe anzi essere il nocciolo di un’alleanza fra istituzioni e imprese, capace di innescare la ripartenza dei viaggi in Italia. La trasformazione dell’offerta turistica enogastronomica, che ha nelle cantine la sua punta di diamante, nel locomotore della ripresa dei viaggi degli italiani è un’impresa difficile ma non impossibile.
Fino a poco tempo fa, le denominazioni più celebri avevano un’attenzione soprattutto da parte di turisti provenienti dall’estero: oggi diventa necessario riorganizzare completamente e velocemente i sistemi di prevenzione, i percorsi di visita, gli assaggi ed i punti vendita. Dovrà essere garantita l’apertura nei giorni festivi e in coincidenza con il pranzo, rinunciando all’orario “impiegatizio” che ha finora caratterizzato l’apertura delle cantine. “Un grosso sforzo organizzativo ed economico - sottolinea Donatella Cinelli Colombini - che potrebbe, con il sostegno istituzionale, calamitare visitatori al punto da rianimare l’economia dei territori interni del nostro Paese. Allo scopo quindi, servirà un impegno concreto da parte dell’ente pubblico, al quale viene demandato di mettere in campo la comunicazione sulle radio e televisioni pubbliche, oltre ad una riorganizzazione del sito Italia.it ed il raggiungimento di accordi con i grandi players del turismo on line come Expedia, Google, TripAdvisor, affinché promuovano l’enogastronomia come attrattiva di viaggio”.
Ma cosa troveranno i winelovers nelle aziende del vino in questo scenario post Covid, è tutto in divenire. Donatella Cinelli Colombini, enuncia i principali elementi che dovranno caratterizzare questa fase, premettendo che - almeno per un periodo - la visita fra botti e tini sarà pressoché impossibile. Tuttavia le possibilità di vivere una esperienza rigenerativa in mezzo alla natura, dopo i lunghi mesi di lockdown, ci saranno e si riveleranno più che interessanti. “È auspicabile - continua Donatella Cinelli Colombini - che l’emergenza Coronavirus e la prospettiva di riattivare la vendita diretta, spinga molte cantine ad arricchire la propria proposta turistica con trekking nei vigneti, pic-nic, degustazioni all’aperto, safari fotografici, pranzetti a base di salumi e formaggi tipici magari di fronte a un bellissimo panorama”. Tutte proposte che coniugano l’assaggio del vino con il godimento degli scenari naturali. Quella “terapia del paesaggio” che viene indicata come un vero rigenerante del sistema nervoso, ma che gli esperti di Science of selling wine considerano anche uno strumento di maggior apprezzamento del nettare di bacco. Circostanza confermata dagli studi di neuromarketing; in altre parole, davanti a un panorama incantevole il vino sembra più buono. “Una rivincita dei panorami - aggiunge Donatella - che tornano protagonisti e devono offrire ai visitatori esperienze emozionanti da vivere, fotografare e ricordare”.

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