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L’OPERA

Discussa e chiacchierata per la sua architettura “di rottura”, nelle Langhe, apre l’Astemia Pentita

La cantina dell’imprenditrice Sandra Vezza, dichiaratamente “pop”, sorge in uno dei luoghi più prestigiosi del Barolo, la collina dei Cannubi

Impossibile non notarla, con la sua architettura decisamente di rottura firmata dall’architetto Gianni Arnaudo, e che ha fatto assai discutere, nel panorama viticolo sormontato da castelli nelle Langhe Patrimonio Unesco di Barolo e Barbaresco, ha aperto ufficialmente i battenti, nel vernissage dei giorni scorsi, “L’Astemia Pentita”, la cantina dichiaratamente “pop” (la struttura rappresenta due scatole di vino sovrapposte, ndr), nata per volontà dell’imprenditrice piemontese Sandra Vezza, che sorge in uno dei luoghi più pregiati del Barolo, uno dei crinali della collina dei Cannubi, dove sorgono alcuni dei vigneti più preziosi delle Langhe e d’Italia.

30 gli ettari di proprietà, tra i comuni di Barolo e Monforte, per una cantina che esternamente si sviluppa in 400 metri quadrati, mentre è tutta ipogea (per ben 3.200 metri quadrati) la parte che ospita tutte le fasi del processo produttivo, dalla vinificazione all’imbottigliamento allo stoccaggio.
Una cantina che, ancora prima della sua apertura ufficiale, ha fatto parlare di sé, e che vede come consulente enologo uno dei nomi più apprezzati del panorama italiano e non solo, Donato Lanati, alla guida del centro di ricerca Enosis.

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