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Dopo le trattative per il Ttip e per il Ceta, entrano nel vivo quelle tra Ue e Messico per la rivisitazione del trattato commerciale Tlcuem. Sul tavolo il riconoscimento di 322 prodotti Dop e Igp europei: 64 sono italiani, di cui 38 vini

La parola d’ordine è “libero mercato”. Se l’Europa vuole continuare a crescere, almeno secondo Bruxelles, non ha che una strada di fronte: allargare i propri orizzonti commerciali, rinegoziare gli accordi con i partner più importanti e, soprattutto, spuntare accordi il più vantaggiosi possibile. Vanno in questo senso le trattative con Usa e Canada, per il Ttip ed il Ceta, ma non è di minore importanza, specie per l’agroalimentare, la chiusura, sempre più vicina, dei nuovi accordi con il Messico, il mercato più importante del Centro America, legato all’Unione Europea dal Tlcuem - Tratado de Libre Comercio entre México y la Unión Europea , formalizzato nel 2000 a Lisbona e pronto ad aprire le porte a nuovi prodotti, finora rimasti fuori, specie dell’agroalimentare. Un accordo importante, per almeno due motivi: in primis, perché aprirebbe la strada ad un mercato assai più grande, quello del Mercosur, di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela, Bolivia, Cile, Perù, Colombia ed Ecuador, e poi perché in ballo c’è il riconoscimento di qualcosa come 322 prodotti Dop e Igp, vini inclusi, ipoteticamente la lista più lunga riconosciuta in un mercato terzo fino a oggi.
Pubblicata sul proprio sito ufficiale dal Governo messicano, nella cornice di una consultazione che ha chiamato ad esprimersi tutti i cittadini del Messico, la lista include ovviamente decine di prodotti italiani. 64 per la precisione, di cui 38 vini, tra Igt e Dop: nella short list ci sono la Barbera d’Alba, la Barbera d’Asti, l’Emilia Igt, il Rubicone Igt, il Salento Igt, il Trento Dop, l’Alto Adige Dop, la Vernaccia di San Gimignano, l’Oltrepò Pavese, la Marca Trevigiana, il Toscana Igt, l’Asti, il Barbaresco, il Bardolino, il Barolo, il Brachetto d’Acqui, il Brunello di Montalcino, il Chianti, il Chianti Classico, il Prosecco (in tutte le sue declinazioni, ndr), il Dolcetto d’Alba, il Franciacorta, il Lambrusco di Sorbara, il Montepulciano d’Abruzzo, il Marsala, il Sicilia Igt, il Soave, il Valpolicella, il Veneto Igt ed il Nobile di Montepulciano.

Tra gli altri prodotti, invece, la Coppa di Parma, il Culatello di Zibello, il Capocollo di Calabria, il Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino, l’Aprutino Pescarese, la Piadina Romagnola, la Pancetta di Calabria, la Salsccia di Calabria, il Riso del Delta del Po, l’Aceto Balsamico di Modena, l’Aceto balsamico tradizionale di Modena, l’Asiago, la Bresaola della Valtellina, il Cotechino di Modena, la Fontina, il Gorgonzola, il Grana Padano, la Mela dell’AltoAdige, la Mortadella di Bologna, la Mozzarella di Bufala Campana, il Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano, il Prosciutto di Parma, il Prosciutto Toscano, il Prosciutto di San Daniele, il Provolone Valpadana, Salamini Italiani alla Cacciatora, Speck Alto Adige, Taleggio e Zampone di Modena.

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