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E SE IL TOP DEL WINE & FOOD MADE IN ITALY, COME L’ALTA MODA, AVESSE LE PROPRIE BOUTIQUE DEL GUSTO IN TUTTO IL MONDO? NON È UN SOGNO, MA UN’IPOTESI REALIZZABILE CHE POTREBBE DIVENTARE, IN TUTTO IL MONDO, IL TESTIMONIAL DELL’AGROALIMENTARE ITALIANO

Le eccellenze del wine & food del Belpaese insieme in uno showroom del gusto? Non è un sogno, ma un’ipotesi realizzabile che, partendo da Milano, potrebbe diventare, in tutto il mondo, il testimonial dell’agroalimentare italiano. Nulla di certo, niente di definitivo, ma l’idea, nell’aria, esiste, e arriva dalla Fondazione Altagamma, che riunisce il meglio dell’Italian style in ogni settore, dalla moda al vino.
Mondi diversi, che nell’italianità hanno il loro comune cuore pulsante, ma che, come ha raccontato Sante Versace a WineNews ad Opera Wine, la degustazione-evento (firmata Wine Spectator-Veronafiere), che ha messo insieme le 100 cantine d’eccellenza dello Stivale, hanno anche altro in comune, e allora, se le grandi firme della moda vantano decine se non centinaia di boutique in tutto il mondo, perché l’alta enogastronomia non potrebbe fare altrettanto? Proprio moda e vino, infatti “rappresentano entrambe un fatto culturale, perché la moda - spiega Versace - fa parte del modo di vivere e di presentarsi, mentre il vino è una straordinaria esperienza del nostro modo di essere”. E se il vino, come prodotto della terra, deve essere necessariamente al 100% italiano, la moda “deve mantenere il proprio know how nel Belpaese, è qui che nasce l’eccellenza, ma per avere il meglio bisogna mixare le diverse culture: del resto, come noi compriamo tessuti all’estero, un’azienda vinicola può affidarsi ad un enologo francese”.
Ma oltre alle similitudini, ci sono tanti punti di contatto: “nei nostri backstage come nelle nostre serate, non mancano mai le etichette italiane, mentre il binomio nelle vetrine delle boutique non sempre è fattibile”. Ecco perché, in un momento in cui l’estero rappresenta la certezza più grande dell’agroalimentare tricolore, con 23 miliardi di export nel 2011, mettere il top del vino italiano riunito in Altagamma (Allegrini, Bellavista, Biondi Santi, Cà del Bosco, Ferrari, Masi) in vetrina con il meglio della produzione alimentare, sarebbe davvero un bel colpo.

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