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Famiglie dell’Amarone d’Arte vs Consorzio della Valpolicella, Maria Sabrina Tedeschi: “la decisione dell’Euipo (anticipata da WineNews, ndr) ci dà ragione, ma vogliamo la strada del dialogo e della mediazione”

Italia
Sabrina Tedeschi, a capo delle Famiglie dell’Amarone d’Arte

Come già anticipato da WineNews il 23 novembre (https://goo.gl/nYncCX), ci sono sviluppi extraterritoriali riguardo alla nota querelle sull’uso del marchio “Amarone” che vede coinvolti il Consorzio da un lato (www.consorziovalpolicella.it) e le 13 “Famiglie” storiche del grande rosso veronese dall’altro (www.amaronefamilies.it). Alla sentenza emessa i primi di novembre dal Tribunale di Venezia che vede in vantaggio le ragioni del Consorzio, si è contrapposta la decisione di Euipo, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, il quale, precedentemente, aveva respinto la richiesta di nullità del marchio avanzata dal Consorzio secondo il provvedimento n. 11 863 C, in quanto non induce confusione nel consumatore, ma neanche reca danno o denigra la denominazione dell’Amarone della Valpolicella e gli altri produttori che non fanno parte delle “Famiglie”, le cui azioni riguardano comunque vini prodotti secondo le regole previste dal disciplinare di produzione.

“Il marchio europeo e il bollino dell’Associazione Le Famiglie dell’Amarone d’Arte sono quindi perfettamente validi - ha commentato la presidente Maria Sabrina Tedeschi - e la decisione europea fa cambiare lo scenario. La decisione europea ci dà ragione sull’intera linea difensiva proposta dai nostri legali, sia in campo di marchio sia in campo di “A” preteso come laudativo”. La decisione dell’Euipo, emessa l’11 luglio 2017 e dunque precedente alla sentenza del Tribunale di Venezia del 24 ottobre, e a cui il Consorzio ha già fatto ricorso, avrà in ogni caso, come è facile immaginare, un suo peso in questa fase di negoziazione che, come auspicato da tutti, dovrebbe chiudersi in tempi rapidi, possibilmente fuori dalle aule di tribunale. “In merito al contenuto delle decisioni prese dall’Autorità europea e fatta salva l’impugnazione della sentenza veneziana per ottenere il coordinamento alla pronuncia europea - commenta la Presidente - stiamo tentando di percorrere con il Consorzio una strada verso il dialogo e la mediazione. Questo per il bene di tutto il territorio: il contrasto, da noi subito, ha fatto male all’intero territorio, distogliendo l’attenzione alla risoluzione delle vere criticità della Denominazione”.

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