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“Global Market Report” by Ciatti Company: nel Sud del mondo è già tempo di vendemmia, e sui mercati internazionali crescono ovunque i prezzi degli sfusi. Ruenza Santandrea (Alleanza Cooperative): “una dinamica prevista, attesa quanto inevitabile”

Italia
Tensioni, come previsto, sui prezzi dei vini sfusi

In Australia è già tempo di vendemmia, e l’andamento si prospetta tutt’altro che problematico, così come in Argentina e Cile, dove la raccolta sarà solo leggermente sotto la media degli ultimi anni, la Nuova Zelanda fa i conti con le piogge, il Sudafrica con la siccità, mentre dall’altra parte del mondo, in Spagna, cresce la preoccupazione nella Regione de La Mancha, dove la siccità si fa sentire già in inverno, e sui mercati il vino sfuso spagnolo della vendemmia 2017 è già quasi sold out, nonostante la crescita dei prezzi, accettata dai buyer a causa del calo produttivo che ha coinvolto tutto il mondo enoico. Situazione simile in Cile, dove le quotazioni superano il dollaro al litro, tanto da far fioccare, straordinariamente, i contratti pre-vendemmia, specie dai buyer cinesi. Ecco, a volo d’uccello, il momento del mondo enoico fotografato dal “Global Market Report” di Ciatti Company, tra i più grandi broker di vino sfuso al mondo (www.ciatti.com).

La pressione è soprattutto sui varietali, e neanche l’offerta italiana può alleggerirla, anzi: l’introduzione della nuova Doc del Pinot Grigio delle Venezie ha creato qualche confusione, visto che nel Nord Est d’Italia si produce l’85% di tutto il Pinot Grigio del Paese, pari al 43% dell’intera produzione mondiale. Al contempo, proprio come a La Mancha, l’andamento al Centro e al Sud desta qualche preoccupazione, con le temperature sopra la media stagionale e le scarse precipitazioni. Le note positive arrivano dalla California, che ha ufficializzato i dati della vendemmia 2017: 4 milioni di tonnellate di uve raccolte, appena lo 0,6% in meno del 2016, con il Cabernet in crescita del 5.9% e ormai ad un passo dallo Chardonnay (-9,2%) per quantità.
Passando allo stato dell’arte delle quotazioni dei vini prodotti dai principali Paesi enoici, in Italia la scarsità riguarda soprattutto i varietali, Merlot, Cabernet, Syrah e Chardonnay, mentre il prezzo del Prosecco, nella fascia alta, è stabile a 2,90-3,20 euro al litro, con la Doc Pinot Grigio delle Venezie, come detto, già protagonista sul mercato, ad una quotazione di 1,25-1,45 euro al litro e scorte che dovrebbero essere sufficienti fino a fine 2018. Da sottolineare anche la crescita del Chianti, a 2-2,25 euro al litro. Per quanto riguarda gli sfusi generici, il bianco è a quota 0,60-0,80 euro al litro ed il rosso a 0,65-0,75 euro al litro. Spostandoci sui varietali, è stabile il Primitivo (1,20-1,40 euro al litro), mentre crescono le quotazioni di Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Merlot, tutti a 0,90-1,10 euro al litro.
“La crescita dei prezzi, così come avevamo previsto qualche mese fa, quando ancora in molti parlavano di giacenze a livelli record, senza tenere conto delle dinamiche globali, che vedono un calo produttivo in tutto il mondo, dall’Europa all’Emisfero Sud, è una dinamica attesa e ovvia - commenta a WineNews Ruenza Santandrea, alla guida del settore vino dell’Alleanza delle Cooperative Italiane - dettata dalla più antica delle leggi di mercato: se la domanda è stabile e l’offerta diminuisce, i prezzi non possono che aumentare. Del resto, bastava guardare la curva dei prezzi nelle annata simili alla 2017 per capire come sarebbe andata, ed i segnali per il 2018, a partire dalle vendemmie del Sud del mondo, lasciano presagire una situazione simile a quella che stiamo vivendo. Certo, è ancora presto per fare bilanci preventivi, ma dobbiamo sempre tenere a mente che l’Italia si muove in un contesto mondiale, che segue regole semplici e precise: se nel 2018 il livello produttivo dovesse tornare alto, i prezzi torneranno a scendere. Almeno per quanto riguarda gli sfusi, ma le Doc non si comportano troppo diversamente, pur subendo molto meno le oscillazioni del mercato: con i limiti produttivi imposti dai disciplinari - conclude Ruenza Santandrea - è difficile che vivano grossi scossoni”.
In Francia, dove il 90% delle riserve di sfuso 2017 è già stato piazzato, il bianco generico ha raggiunto una quotazione di 0,75-0,80 euro al litro, il rosso generico è sul mercato dello sfuso a 0,77-0,85 euro al litro, mentre il rosé, nelle diverse categorie, ha raggiunto un apprezzamento del 40-50%. La quotazione maggiore, in un trend di crescita dei prezzi che riguarda ogni categoria, è quella messa a segno dal Rosé varietale Igp: 0,95-1,50 euro al litro. Ma vanno forte anche Cabernet Sauvignon Igp (0.95-1,30 euro al litro), Chardonnay Igp (1-1,20 euro al litro), e Merlot Igp (0,90-,20 euro al litro).
In Spagna, come detto, si guarda già con una certa preoccupazione alla vendemmia 2018, con le riserve idriche scese già al 45%, e la situazione, se non dovesse piovere in maniera importante prima dell’estate, potrebbe farsi critica, proprio come nel 2017. Resta comunque il Paese europeo più “attraente” per i buyer, visto il suo potenziale produttivo ed i prezzi, sì in crescita, ma comunque concorrenziali. I bianchi generici, ad esempio, sono quotati 0,60-0,70 euro al litro, i rossi generici 0,65-0,80 euro al litro, e neanche i varietali sfondano il muro dell’euro: al top ci sono infatti Sauvignon Blanc, Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon, quotati 0,90-1 euro al litro.

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