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EDITORIALE

Godersi il Collio

Il Collio, è noto, è un territorio di confine all’ennesima potenza, dove si parla la lingua italiana, la lingua friulana e quella slovena. Una situazione articolata e solo apparentemente frammentaria, guardandola dal punto di vista del vino. All’estremo lembo orientale del Friuli Venezia Giulia, in provincia di Gorizia ed a ridosso del confine con la Slovenia, il Collio è una zona di produzione di vini che, specie nel recente passato, ha dominato il ritrovato successo bianchista delle etichette tricolore, recitando quasi sempre il ruolo di protagonista e fornendo anche, in qualche caso, un modello enologico da riprodurre. Dai colli di San Floriano e Oslavia sopra Gorizia a quelli di Ruttars, Lonzano e Vencò sulle sponde dello Judrio, che un tempo segnava il confine fra l’Italia e l’Austria, è un susseguirsi di colline impiantate a vigneti, che si estendono per 1.600 ettari, su una direttrice prevalentemente orientata da est ad ovest, a rappresentare un areale vitivinicolo dalle dimensioni ridotte, ma pieno di declinazioni enoiche di grande carattere e personalità. Ad allargare il successo oltre alla bottiglia ci hanno pensato, da un lato, il Consorzio Tutela Vini Collio e, dall’altro, la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, che, con una politica ben centrata, hanno saputo attirare molti appassionati in questo territorio attraverso iniziative piacevolmente al passo con i tempi. Solo per fare un esempio, “Collio in Vespa”, un giro nelle strade della denominazione in sella ad una Vespa, rigorosamente gialla come i colori del Collio, per scoprire le bellezze dei luoghi, le cantine e le altre attrattive del giacimento agroalimentare di questo angolo di Friuli Venezia Giulia.

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