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I migliori “avamposti” del vino italiano nel mondo? Li ha messi in classifica “Wine-Searcher”, con l’edizione più recente dei suoi “Retailer Award”: 55 le medaglie d’oro per prezzi e varietà d’offerta, dal Kent a NY, passando per San Paolo e Auckland

Meno del 5% delle oltre ventimila enoteche indipendenti presenti nello sconfinato database di “Wine-Searcher” (www.wine-searcher.com): ecco, in una cifra, i 601 punti vendita che hanno ricevuto una medaglia per i “Retailer Awards” di una delle piattaforme di riferimento globali per la ricerca di vini, annate ed etichette di tutto il mondo (https://goo.gl/nvSvry).
Tra i parametri considerati, puntualizza lo staff editoriale della piattaforma, vi sono la completezza delle proposte enoiche per regione, il loro prezzo e il loro non essere sbilanciate verso singole tipologie e stili produttivi, dando ai consumatori la possibilità di avere un nome di riferimento nella loro area geografica per alcuni dei maggiori Paesi produttori del mondo. Inoltre, il giudizio complessivo degli utenti nei confronti del punto vendita non può essere inferiore alle quattro stelle su cinque, e ognuno degli almeno 15 vini per regione proposti deve avere un “meta-punteggio” aggregato della critica non inferiore agli ottanta centesimi.
Per le selezioni migliori di vino italiano nei punti vendita ai quattro angoli del globo, sono ben 55 le medaglie d’oro assegnate; un’attenzione che ben rispecchia i numeri che i produttori tricolori sono stati capaci di conquistarsi oltreconfine, con un +5,4% nel 2017 nei mercati extra-Ue che assorbono il 90% dell’export complessivo, a 3,4 miliardi di euro, ma con l’Italia che ha perso la leadership in valore nel suo mercato di riferimento, gli Usa, a favore della Francia (1,644 contro 1,649 miliardi di dollari). Tra queste 55 enoteche alfiere del vino italiano nel mondo, si contano “Anfors” ad Amsterdam, “Otto Suenson & Co.” a Copenhagen e “Wein Project” ad Amburgo, “Oberhuber-Weine” a Monaco e “Grandi Vini” a Zurigo, passando per la londinese “AG Wines”, la parigina “Winexcellenes” e la polacca “Magia del Vino”, mentre oltreatlantico “Wine-Searcher” sottolinea l’eccellenza della proposta di vino tricolore d’eccellenza di “Italian Wine Merchants” a New York, di “The Barrel Room” a San Francisco e della losangelina “Rosso Wine Shop”, ma c’è spazio anche per il nuovo mondo, con “Via Vini” a Sao Paulo, l’enoteca digitale “Port2Port” in Sud Africa e persino la Nuova Zelanda, con la “The Wine Library” di Auckland.

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