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Icqrf & settore vitivinicolo: nel 2017, 13.951 i controlli, su 7.708 operatori, irregolarità nel 38,9% dei casi. Tra gli illeciti, la commercializzazione fraudolenta di vini a Dop e a Igp non conformi al disciplinare e la sofisticazione di vini Dop

Se l’opera di tutela e prevenzione per il made in Italy agroalimentare è fondamentale all’estero, dove le maglie della rete di protezione garantita ai prodotti a Denominazione d’Origine o a Indicazione Geografica sono spesso assai allentate, è dentro i confini nazionali che si concentra, ovviamente, la stragrande maggioranza dei controlli dell’Icqrf.

Focalizzando l’analisi al solo settore merceologico vitivinicolo, nel 2017, ci sono stati 13.951 controlli, che hanno riguardato 7.708 operatori, da cui sono emerse irregolarità nel 38,9% delle imprese e aziende controllate, con 19.474 prodotti finiti sotto la lente, di cui il 23% irregolari, e 3.576 campioni analizzati in laboratorio, di cui solo il 6% irregolari. Alla fine, sono state 111 le notizie di reato, 1.964 le contestazioni amministrative e 169 i sequestri, per un totale di 9.304,9 tonnellate di prodotto, tra vini e mosti, per un valore sul mercato di 8,6 milioni di euro.
Dati che cambiano se si restringe lo sguardo alle sole produzioni dei vini a Docg, Doc e Igt. In questo i controlli sono stati 5.424, su un totale di 4.072 operatori, di cui il 30,4% irregolari (meno della media); i prodotti controllati sono stati 7.442, di cui il 22,2% irregolari; 1.775 i campioni analizzati, di cui il 6% irregolari. Le notizie di reato sono state 41, 1.010 le contestazioni amministrative e 82 i sequestri, per un totale di 4.013 tonnellate di prodotto, tra vini e mosti, per un valore sul mercato di 5,7 milioni di euro.
Tra i principali illeciti accertati, ci sono la commercializzazione fraudolenta di vini a Dop e a Igp non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione, la sofisticazione di vini generici, e talora a Igp, per annacquamento, la sofisticazione di vini a Dop per zuccheraggio, la detenzione di prodotti vitivinicoli “in nero”, non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina, la presenza di coloranti non dichiarati in vino aromatizzato, il vino a Igt dichiarato da agricoltura biologica con presenza di residui di prodotti fitosanitari rilevata all’analisi e la violazioni delle disposizioni in materia di designazione e presentazione e/o nel sistema di chiusura di vini, sia generici, che a denominazione d’origine.

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