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MERCATO CINESE

Il Chianti punta sulla Cina, con i primi 240 Chianti Wine Expert del Paese

Dalle Chianti Academy del Consorzio Vino Chianti di Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Pechino, i primi esperti del rosso toscano

Tra l’Italia del vino e il mercato della Cina c’è una distanza da colmare che va ben al di là di quella meramente geografica. Un gap, specie rispetto ai principali competitor, Francia e Australia su tutti, comunicativo e culturale, da ridurre il più in fretta possibile, specie perché i numeri, seppure positivi, segnano un rallentamento: secondo i dati Nomisma l’export di vino italiano è cresciuto del 3,3% sul 2017, con i vini rossi Dop imbottigliati sotto la media, ad appena il +1%, con la felice eccezione dei rossi Dop della Toscana, che hanno messo a segno un +11,3%. Il segreto? Avvicinare il mondo dei wine lover cinesi alla ricchezza enoica del Belpaese, come ha fatto il Chianti, che nella prima Chianti Academy in terra cinese ha coinvolto 240 esperti del settore che, al termine del corso organizzato dal Consorzio Vino Chianti a Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Pechino, si preparano adesso all’esame finale per diventare i primi Chianti Wine Expert del Paese.
Nel corso dei tre mesi del corso, gli iscritti all’Accademy hanno approfondito la conoscenza del vino Chianti, soprattutto grazie ai confronti fra annate e riserve. Hanno imparato la storia e la cultura del vino toscano, studiato la catena di produzione della denominazione e le politiche di tutela del prodotto, il disciplinare di produzione, con un assaggio intensivo delle diverse etichette delle aziende associate al Consorzio. Hanno analizzato inoltre gli abbinamenti con il cibo, anche con piatti cinesi, e approfondito tematiche più attuali, come il consumo tra i giovani, la comunicazione e il marketing del prodotto.
“Abbiamo avuto subito una grande risposta - ha commentato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi - la Cina si conferma come uno dei mercati esteri più importanti per il vino italiano, con un interesse che non si esaurisce con il consumo o la degustazione, ma che coinvolge anche la nostra cultura e tradizione. L’Accademia è un progetto importante per consolidare la presenza dei prodotti delle nostre aziende in un paese dalle enormi potenzialità”.

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