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Il colosso cinese Changyu Pioneer Wine Company (al 33% del gruppo Ilva di Saronno) continua a crescere: dopo Francia, Spagna e Cile, ora mette radici in Australia, con l’acquisto della maggioranza di Kilikanoon Wines per 15 milioni di dollari

Sono sempre più intensi i legami enoici tra Cina e Australia, Paese che, ad ottobre, per la prima volta, ha superato l’export francese nel Paese del Dragone in quantità. La Changyu Pioneer Wine Company, la più antica cantina privata cinese, ha comprato per 20 milioni di dollari australiani (15 milioni di dollari americani) l’80% della cantina Kilikanoon Wines, nella Clare Valley. Un investimento importante che conferma la strategia del player cinese, che nei mesi scorsi ha già messo radici in Francia, a Bordeaux, con Chateau Mirefleurs, acquisita dal gruppo Castel, e in Spagna, con Marqués del Atrio, una delle cantine più antiche (1892) e grandi della Rioja, e in Cile, con Bethwines dal gruppo Bethia. Un colosso, quello cinese, che ha anche una importante anima italiana, visto che il 33% della compagine azionaria è in mano al gruppo Ilva di Saronno, già proprietaria di marchi top del vino italiano come Duca di Salaparuta, Florio e Corvo, in Sicilia.

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